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Politica

Giarre, una poltrona per 7: a un mese dal voto le alleanze si fanno in spiaggia

Stenta a decollare la campagna elettorale che vedrà veterani e nuove leve in corsa per risollevare una città in crisi

Di Mario Previtera

A poco più di un mese dalle elezioni amministrative a Giarre non si è ancora delineato il quadro politico dal punto di vista delle strategie e degli schieramenti. Le liste dei sette candidati a sindaco sono ancora in fase di composizione. L’atipica campagna elettorale determinata dall’inedito periodo in cui si andrà a votare, il 10 ottobre prossimo (normalmente si vota in primavera avanzata, tra maggio e giugno) risente per l’appunto del clima estivo, quest’anno con perduranti temperature torride.
Si parla quindi di politica comunale quasi esclusivamente sotto l’ombrellone. Leo Patanè, avvocato, consigliere comunale uscente, la scorsa primavera è stato il primo ad annunciare la sua discesa in campo, puntando ad «un ricambio generazionale nelle sue istituzioni politiche con nomi che rappresentano le varie componenti della società civile nelle sue diverse sfaccettature».

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La candidatura di Patrizia Lionti, avvocato, già vicesindaco dell’Amministrazione D’Anna, al momento si configura come una proposta avanzata da alcuni partiti del Centrodestra (Fratelli d’Italia e Forza Italia).  Proposta al centro di un intenso confronto, nella consapevolezza di trovare una rapida soluzione per stringere una eventuale alleanza strategica con qualche altro candidato sindaco della medesima area politica. Necessità imprescindibile anche per l’altro candidato a sindaco, Leo Cantarella, medico, già ex vicesindaco e che, dopo 10 anni di basso profilo politico, ha deciso di mettere in piedi una «coalizione civica per avere le mani libere, coinvolgendo le migliori forze politiche della città, indipendentemente dalla loro appartenenza politica».

Cantarella, che ha già iniziato la  campagna elettorale partendo dalla frazione  Santa Maria la Strada,  potrebbe allargare la propria squadra (ha nel frattempo strizzato l’occhiolino ai partiti tradizionali) realizzando un ticket con uno dei candidati che vanta un lungo trascorso politico. Ovvero con quel Claudio Raciti, agronomo, ex assessore ai Lavori pubblici, il cui programma, nelle intenzioni, verrà condiviso e integrato dalle idee propositive di soggetti sia della società civile che dalle altre liste civiche e dalle forze politiche con cui è in atto «un dialogo per aggregare una coalizione che sia la migliore possibile in termini di capacità, efficienza, correttezza e trasparenza».

Francesco Candido, imprenditore, per il momento va vanti da solo per la propria strada, sotto l’insegna politica di Italexit, rimarcando che la scelta di scendere in campo è motivata dal fatto che non si può lasciare una città alla deriva: bisogna oggi porre le basi per una pronta rinascita.

Elia Torrisi, 27 anni, consulente del lavoro, è il più giovane dei candidati a sindaco. La sua discesa in campo è stata ufficializzata appena pochi giorni fa; un progetto politico, il suo, che «nasce e matura in un contesto civico, ma con una chiara connotazione politica coerente, di stampo moderato e riformista».

Il sindaco uscente Angelo D’Anna, avvocato, non ha ancora ufficializzato la sua ricandidatura che però - a meno di clamorose sorprese - sembra essere scontata. L’azione amministrativa del primo cittadino in carica è stata fortemente condizionata dalla dichiarazione del dissesto, divenuta esecutiva nel luglio 2018. D’Anna intenderebbe proseguire il proprio percorso di risanamento dell’Ente nella prospettiva di uscire dal tunnel del dissesto e finalmente puntare sulla rinascita della città. A cominciare dalla riattivazione del Pronto soccorso. Il sindaco che verrà  chiamato a operare in emergenza e consapevole di un quadro finanziario drammatico, per il quale occorre subito nominare un nuovo ragioniere generale. Che non c’è. Cosi come riorganizzare il Corpo di polizia locale, il cui organico è stato smembrato. Sul piatto il capitolo incompiute. Due opere su tutte: il teatro e lo stadio di atletica. E poi il completamento della rotatoria di Trepunti, l’emergenza abitativa, il rilancio di una città a misura d’uomo con un Piano viario moderno e funzionale. 

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