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Politica

Salvini "avvisa" Musumeci: «Lega ha ambizioni di indicare candidato presidente»

Leader della Lega a Messina visita i vigili del fuoco e dà il primo "colpo" elettorale

Di Redazione

«Come Lega lavoriamo con gioia e impegno in Sicilia ancora per un anno e poi parleremo nel 2022 di chi si candiderà alle regionali penso che la Lega sarà forza trainante in questa Regione e non solo perché ormai in Assemblea regionale c'è stato l’ingresso dei quattro nuovi deputati ma perché siamo determinanti». Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini, a Messina. «Penso - ha aggiunto - che quello che ha fatto la Lega per la Sicilia si moltiplicherà, quindi abbiamo l’ambizione, non la pretesa, che sia la Lega insieme agli alleati del centrodestra, a indicare il prossimo presidente della Regione: per me è un obiettivo a portata di mano». 

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«Ogni Partito ha le sue ambizioni, ma spero non si vorrà lavorare per dividere la coalizione. Oggi si discute praticamente solo nel nostro campo, ed è già un successo, perché vuol dire che il centrodestra, durante il mio governo, ha riconquistato la centralità politica che aveva perso nel decennio precedente». Così il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, interpellato dall’ANSA, sulle dichiarazioni di Salvini. "La mia ambizione, in questo momento - aggiunge il governatore - è provare a raddoppiare la spesa comunitaria prevista dalla rendicontazione annuale, per dare ossigeno al nostro sistema produttivo, in un momento di difficile crisi. È un obiettivo a portata di mano perché al 31 agosto avremo quasi già raggiunto il target fissato per dicembre. Sono una persona dialogante, paziente e lavoro senza sosta 18 ore al giorno. Ma - ribadisce il presidente Musumeci - non c'è da attendere un anno per sapere quello che ho già dichiarato da mesi: per dividere il tempo della semina da quello del raccolto servono motivazioni ben più forti delle legittime ambizioni di una forza politica. Di certo, nessuno si affezioni all’idea di poter proseguire questo stucchevole dibattito, mentre a Palermo c'è un governo impegnato a superare uno dei momenti più difficili della nostra storia recente». Musumeci ricorda che «nel 2017, per tutti gli osservatori, il centrodestra in Sicilia era fuori partita e l’Isola sembrava procedere verso il primo governo pentastellato». «Così non è stato - sottolinea - anche grazie alla credibilità di chi allora ha consentito un risultato al quale molti non credevano. La riprova è arrivata pochi mesi dopo, con le elezioni nazionali: una Sicilia con un consenso al M5S pari al 50%, segno che il sentiment di allora era certamente quello». Oggi, invece, osserva il governatore «si discute nel nostro campo», la "ritrovata centralità del centrodestra durante il mio governo». 
 

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