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Ragusa, la Caritas diocesana illustra le attività di sostegno svolte nel 2023

Sono stati 15.600 in dodici mesi i pasti distribuiti con il Ristoro San Francesco

Di Alessia Cataudella |

Si è tenuta venerdì pomeriggio nel saloncino del vescovado la presentazione del report sulle attività svolte dalla Caritas nell’anno 2023 in favore delle persone in difficoltà. Il momento, dal titolo “Dove l’amore si tocca con mano”, ha inteso riprendere un’espressione che il vescovo, monsignor Giuseppe La Placa, ha rivolto agli operatori della Caritas. Il programma ha visto un focus sulle fragilità legate al lavoro povero, alla povertà energetica e alla questione abitativa curato da Vincenzo La Monica, responsabile dell’Osservatorio delle Povertà e delle risorse, e un approfondimento sul ruolo del volontariato a cura di Domenico Leggio, direttore della Caritas, mentre le conclusioni sono state affidate al vescovo monsignor Giuseppe La Placa. 

“Il mio intento –  così il direttore Leggio – non è dare numeri raccontando che oltre 100 volontari prestano gratuitamente la loro opera nei servizi diocesani, che vuol dire un impegno di oltre 20.000 ore di attività, a cui vanno aggiunti tutti i volontari delle parrocchie ed i nostri giovani in Servizio civile universale, ma è quello riscoprire alcuni dei valori del volontariato. Quando uno fa una scelta d’amore, di servizio, di donazione verso gli altri, diventa possibile ritagliarsi del tempo per essere dono per gli altri. La forza della nostra azione, di poter raggiungere gli ultimi tra gli ultimi, risiede anche nella capacità di organizzare il volontariato”.

Nel report la percentuale di contribuenti che hanno dichiarato un reddito complessivo da 0 a 10.000 (anno 2021). Ad Acate il 52,98% dei residenti, a Chiaramonte il 44,18%, a Comiso il 47,59%, a Giarratana il 36,67%, a Ispica il 38,26%, a Modica il 37,16%, a Monterosso il 36,05%, a Pozzallo il 40,46%, a Ragusa il 36,66%, a Santa Croce il 46,28%, a Scicli il 40,63%, a Vittoria il 51,15%. Nella panoramica dei centri d’ascolto, sono state 1.114 le famiglie seguite dai 15 servizi in rete con Ospo, 2.449 il totale di persone seguite, 3.875 i passaggi ai centri di ascolto (ogni famiglia si rivolge circa 3,5 volte l’anno ai CdA). Nella panoramica degli interventi: 325 bollette, 214 mensilità di affitto, 560 bombole del gas, 830 buoni spesa da 20 euro.

Nell’ambito della povertà alimentare, col Ristoro di San Francesco, 15.600 i pasti distribuiti nel 2023.

Queste e altre le cifre presentate all’attento uditorio.  “L’impegno della Caritas va in favore di un tipo di popolazione molto vasta, riguarda sia italiani che  stranieri – ha spiegato Vincenzo La Monica, responsabile dell’Osservatorio delle Povertà e delle risorse – persone di tutte le età, che si caratterizzano soprattutto per un vissuto familiare difficile, o alle origini o al seguito di eventi come matrimoni che sono andati male. Un’altra caratteristica molto forte, la bassa scolarizzazione di queste persone. Interveniamo su vari versanti, come la povertà educativa, quella alimentare, dell’ascolto. Quest’anno abbiamo deciso di focalizzarci, principalmente, su tre aspetti, il primo è il lavoro povero. Molte persone che noi seguiamo un lavoro ce l’hanno, ma è un lavoro che ha poco compenso per via di contratti atipici, del lavoro nero e grigio, per via della concorrenza che spesso si viene a creare. In generale, è il lavoro mal pagato. Il secondo aspetto è relativo alla povertà energetica. Qui si parla delle persone che per pagare le bollette devono rinunciare ad altri aspetti che riguardano soprattutto la cura sanitaria. L’altro aspetto, il terzo, è quello relativo alla povertà abitativa”.

Il dossier ha messo insieme le attività dell’accoglienza delle donne, sia sul versante dei senza dimora che sui progetti di housing-first, con persone seguite all’interno delle loro case, anche abitazioni messe a disposizione dalla Diocesi.

“Il problema abitativo è molto serio e riguarda tutte le nostre città, anche Ragusa – ancora La Monica – grandi le difficoltà, i proprietari di casa richiedono standard di garanzie sempre più elevati, come contratto a tempo indeterminato e referenze varie. Al di là di tutti i numeri, quello che noi vogliamo creare con le persone che seguiamo è, soprattutto, la relazione. Ci sono progetti specifici, penso al centro ‘C’è tempo’, dove le persone si possono incontrare e trascorrere del tempo insieme. Non c’è una erogazione di beni, in questo caso, ma la possibilità di stare insieme ad altre persone”.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA