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Salute

Distress psicologico e rischio burnout negli operatori

Le cure palliative domiciliari durante la seconda ondata della pandemia da Covid-19Le cure palliative domiciliari durante la seconda ondata della pandemia da Covid-19: i risultati di uno studio condotto dal Consorzio siciliano Sisifo

Di Elena Giordano

Verranno presentati al XXVIII Congresso Nazionale Sicp (Società Italiana di Cure Palliative), che si terrà a Riccione nei giorni 18-20 novembre, i risultati di uno studio psicologico condotto dal Consorzio siciliano Sisifo, che ha indagato la presenza di distress e sovraccarico emotivo nei professionisti sanitari impiegati nei servizi di cure palliative domiciliari durante la seconda ondata della pandemia da Covid-19 (periodo novembre 2020 – marzo 2021).
 Com’è noto, una situazione di emergenza determina una frattura nel tempo e nello spazio vitale delle persone, richiede una capacità adattiva a seguito di una rapida ed incalzante trasformazione, stravolgendo ruoli e protocolli.  Bruschi cambiamenti della realtà provocano disorientamento, sollevano domande di informazione e spiegazione, sollecitano il rapido ripristino di un mondo che torni ad essere “routinario”.
 Lo studio, coordinato da Cristina Faraone, psicologo supervisore del servizio di Cure Palliative di Messina, ha visto il coinvolgimento degli psicologi supervisori dei vari territori siciliani in cui opera il Consorzio, nello specifico i dottori Irene Grado, per la provincia di Agrigento, e Massimiliano Turco  - Gela-. 
Ai fini dello studio si è rivelata importante, inoltre,  la preziosa collaborazione dei professori Vittorio Lenzo, dell’Università Dante Alighieri di Reggio Calabria, il quale ha pubblicato sulla rivista Frontiers in Psychology i risultati relativi al primo lockdown, e Marina Quattropani dell’Università di Messina.
 I risultati mostrano come, nonostante l’8 per cento dei professionisti abbia assistito pazienti positivi al Covid-19, il 15 per cento abbia avuto familiari e/o parenti prossimi infettati ed il 10 per cento sia stato in isolamento per propria positività, si rilevano punteggi medi di ansia, depressione e stress paragonabili alla popolazione normale.
 «I risultati del nostro studio – spiega la dott.ssa Cristina Faraone - evidenziano che, nella popolazione indagata, non si riscontrano livelli clinici di distress durante la seconda ondata da Covid-19 e, in generale, si osserva una buona tenuta emotiva.
 E’possibile ipotizzare che siano intervenute altre variabili interne, quali ad esempio l’abitudine a lavorare in contesti “critici”, come le cure palliative o la resilienza, intesa come capacità di mantenere la salute mentale di fronte allo stress, che abbiano reso più facili le risposte adattive dei nostri partecipanti».
 «Questo dato – aggiunge la psicologa – evidenzia inoltre quanto sia fondamentale il lavoro svolto dal Consorzio Sisifo in termini di prevenzione del burnout e promozione del benessere dei propri dipendenti istituendo, già in seguito al primo lockdown, un servizio psicologico a disposizione di tutti gli operatori».
Elena Giordano
Verranno presentati al XXVIII Congresso Nazionale Sicp (Società Italiana di Cure Palliative), che si terrà a Riccione nei giorni 18-20 novembre, i risultati di uno studio psicologico condotto dal Consorzio siciliano Sisifo, che ha indagato la presenza di distress e sovraccarico emotivo nei professionisti sanitari impiegati nei servizi di cure palliative domiciliari durante la seconda ondata della pandemia da Covid-19 (periodo novembre 2020 – marzo 2021).
 Com’è noto, una situazione di emergenza determina una frattura nel tempo e nello spazio vitale delle persone, richiede una capacità adattiva a seguito di una rapida ed incalzante trasformazione, stravolgendo ruoli e protocolli.  Bruschi cambiamenti della realtà provocano disorientamento, sollevano domande di informazione e spiegazione, sollecitano il rapido ripristino di un mondo che torni ad essere “routinario”.
 Lo studio, coordinato da Cristina Faraone, psicologo supervisore del servizio di Cure Palliative di Messina, ha visto il coinvolgimento degli psicologi supervisori dei vari territori siciliani in cui opera il Consorzio, nello specifico i dottori Irene Grado, per la provincia di Agrigento, e Massimiliano Turco  - Gela-. 
Ai fini dello studio si è rivelata importante, inoltre,  la preziosa collaborazione dei professori Vittorio Lenzo, dell’Università Dante Alighieri di Reggio Calabria, il quale ha pubblicato sulla rivista Frontiers in Psychology i risultati relativi al primo lockdown, e Marina Quattropani dell’Università di Messina.
 I risultati mostrano come, nonostante l’8 per cento dei professionisti abbia assistito pazienti positivi al Covid-19, il 15 per cento abbia avuto familiari e/o parenti prossimi infettati ed il 10 per cento sia stato in isolamento per propria positività, si rilevano punteggi medi di ansia, depressione e stress paragonabili alla popolazione normale.
 «I risultati del nostro studio – spiega la dott.ssa Cristina Faraone - evidenziano che, nella popolazione indagata, non si riscontrano livelli clinici di distress durante la seconda ondata da Covid-19 e, in generale, si osserva una buona tenuta emotiva.
 E’possibile ipotizzare che siano intervenute altre variabili interne, quali ad esempio l’abitudine a lavorare in contesti “critici”, come le cure palliative o la resilienza, intesa come capacità di mantenere la salute mentale di fronte allo stress, che abbiano reso più facili le risposte adattive dei nostri partecipanti».
 «Questo dato – aggiunge la psicologa – evidenzia inoltre quanto sia fondamentale il lavoro svolto dal Consorzio Sisifo in termini di prevenzione del burnout e promozione del benessere dei propri dipendenti istituendo, già in seguito al primo lockdown, un servizio psicologico a disposizione di tutti gli operatori».
 

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