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Siracusa

Embargo al petrolio russo, allarme Ugl su Priolo: «Effetti saranno devastanti»

Il segretario nazionale Ugl Energia Michele Polizzi lo afferma dopo l’incontro da remoto con la viceministra al Mise, Alessandra Todde 

Di Redazione

«Chiediamo chiarezza al governo centrale sul futuro dell’industria petrolchimica nazionale e sulle sorti del sito produttivo della provincia di Siracusa, dopo l’embargo deciso dall’Ue al petrolio russo via mare a partire dal primo gennaio 2023». Lo afferma il segretario nazionale Ugl Energia Michele Polizzi dopo l’incontro da remoto con la viceministra al Mise, Alessandra Todde. "A seguito dell’accordo dei 27 - si legge in una nota sindacale - le ripercussioni sull'area industriale di Siracusa e sull'impianto di raffinazione dell’Isab di Priolo saranno devastanti sotto il profilo produttivo ed occupazionale se non si interviene con immediatezza per porvi rimedio. Non si capisce come mai il governo nazionale, dopo aver detto sì all’embargo non abbia subito dopo pensato alle conseguenze sul petrolchimico siciliano data l’interconnessione esistente tra le società multinazionali operanti nel sito ed i principali porti di Augusta e Siracusa.

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Lo scenario bellico - sottolinea l’Ugl Energia - ha mutato la prospettiva ed il dossier sulla richiesta dell’area di crisi industriale complessa va ormai rivisto, così come va chiarito che Isab è una società italo-svizzera e non russa ed è inspiegabile la stretta al credito da parte delle banche per timore di sanzioni verso Lukoil». Il sindacato chiede che «il governo nazionale garantisca alle banche che le aziende del polo siracusano sono affidabili, solide ed in grado di onorare le obbligazioni assunte, permettendo così ad Isab di accedere ad altre fonti di approvvigionamento del greggio, in alternativa a quello russo». «Chiediamo un immediato tavolo di confronto- chiosa l’Ugl Energia - per l’avvio dei processi necessari ad una transizione energetica indolore e semmai di crescita per il territorio siracusano oltre alla definizione dell’istruttoria sul dossier relativo al riconoscimento dell’area di crisi industriale complessa.» 
 

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