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Siracusa

Strade e buche a Siracusa: 1.566 richieste di risarcimento al Comune

Sono state presentate da cittadini per danni alle automobili, dovuti alle condizioni delle strade delle città

Di Massimiliano Torneo

Oltre millecinquecento richieste di risarcimento per danni alle auto dovuti alle condizioni delle strade delle città. Le hanno avanzate altrettanti automobilisti al Comune, e l’alto numero di pratiche la dice lunga sulle condizioni delle carreggiate comunali, anche nei luoghi più centrali. Senza risparmiare quelli di maggiore pregio.
L’esempio più emblematico è, forse, quello di via Romagnoli. L’arteria probabilmente più bella, dal punto di vista del contesto estetico, molto meno da quello delle condizioni della carreggiata. La strada che va dal “Prometeo”  all’ingresso del parco archeologico della Neapolis, costeggiando millenni di storia da una parte e l’assenza di cemento dovuta a due splendide strutture sportive dall’altra, è costeggiata da alberi che rendono l’area ancora più suggestiva. Ma le cui radici rendono la carreggiata abbondantemente danneggiata. Cunette e dossi improvvisi sono un pericolo per automobilisti e motociclisti. E fonte di disavventure, come quella di un nostro lettore. Che chiameremo il numero 1566 di quelle richieste di risarcimento. La sua disavventura è indicativa. Risale a febbraio e il risarcimento è arrivato solo ora, dopo qualche tentativo di diniego da parte di Palazzo Vermexio.

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Ma la denuncia del cittadino resta, nonostante il risarcimento ottenuto, vista la condizione immutata del pericolo stradale. «A febbraio incappo in una delle strade sfasciate della nostra città – dice -: la strada che costeggia l’ingresso del teatro greco, con una serie di dossi pericolosissimi. Nel mio caso uno di questi dossi ha rotto la coppa dell’olio dell’auto». Lì per lì il malcapitato non crede ci sia bisogno di rivolgersi a un legale: «Ho cominciato – racconta - la trafila burocratica fatta di pec con richieste di risarcimento ecc». Passa qualche mese e dagli uffici di Palazzo Vermexio arriva la relazione dell’ufficio tecnico, dove viene descritta la sede stradale oggetto dell’impatto delimitata dalla striscia azzurra per il parcheggio, dove cioè il transito non sarebbe consentito. Per questa ragione l’assicuratore del Comune deduce di non pagare. Negato, dunque, in prima battuta il risarcimento. «Quando ho finalmente passato le pratiche a un legale – racconta il cittadino - nel giro di 20 giorni sono stato pagato». Era stata avviata una transazione tra le parti, senza bisogno di arrivare dinanzi a un giudice. Ed è arrivato il bonifico. Ma al di là dell’epilogo della vicenda risarcitoria, al cittadino interessa segnalare il pericolo. Segnala la storia all’amministrazione comunale come nocumento per la città e gli viene risposto che non è solo questione di viabilità, ma per intervenire in quei luoghi è necessaria la collaborazione di Soprintendenza, assessorato Verde pubblico. Insomma, di fatto non è stato ancora fatto nulla per rimuovere quel pericolo.

 

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