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Anche l'università di Catania fra gli IgNobel 2022, i premi alla scienza da ridere

Il successo è in gran parte una questione di fortuna e la matematica lo dimostra: è questa la ricerca italiana che si è aggiudicata il premio

Di Redazione

Il successo è in gran parte una questione di fortuna e la matematica lo dimostra: è questa la ricerca italiana, guidata dall’Università di Catania, ad aggiudicarsi uno degli IgNobel 2022, accanto allo studio che prova che i documenti legali creano confusione e a un altro che consiglia come girare una manopola. Sono i premi alla scienza da 
ridere, consegnati nella cerimonia online organizzata dalla rivista Annals of Improbable Research e finanziata dalle associazioni di Fantascienza e degli studenti di Fisica di Harvard. Premiato anche uno studio sul romanticismo che sincronizza i battiti del cuore. 

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Gli IgNobel sono i premi assegnati alle ricerche bizzarre e stravaganti che, fra quelle pubblicate a pieno titolo sulla riviste scientifiche internazionali, scatenano inevitabilmente una risata. E’ accaduto negli anni passati con lo studio sulla pizza che aiuta a vivere in buona salute o con la dimostrazione che è possibile camminare sull'acqua, ma solo sulla Luna. 

 Organizzata dalla rivista Annals of Improbable Research e finanziata dalle associazioni di Fantascienza e degli studenti di Fisica dell’Università di Harvard, la cerimonia si svolge interamente online per il terzo anno consecutivo «a causa delle ambizioni in agguato del Covid-19».

 «Conoscenza» era il tema dell’edizione 2022. Alessandro Pluchino, Alessio Emanuele Biondo e Andrea Rapisarda, sono stati premiati per aver spiegato, matematicamente, perché il successo il più delle volte non va ai più talentuosi, ma ai più fortunati. «Talent vs. Luck: The Role of Randomness in Success and Failure,» è il nome della ricerca di Alessandro Pluchino, Alessio Emanuele Biondo e Andrea Rapisarda.

I ricercatori etnei, nel corso della cerimonia in streaming (di solito è ospitata nel prestigioso Sanders Teather della Harvard University di Boston), dopo aver ricevuto il riconoscimento da Donna Strickland, premio Nobel per la Fisica 2018 per le sue ricerche sui lasers, hanno illustrato con un breve video il loro studio che sin da subito aveva ricevuto una notevole visibilità internazionale, oltre ad essere citato da prestigiose testate internazionali quali il MIT Technology Review, Scientific American, Sunday Times, Die Welt, Forbes e The Irish Times. Uno studio che aveva attirato anche l’attenzione della televisione coreana SBS che ha realizzato, proprio a Catania, nel 2018, un lungo servizio televisivo.

Un altro documentario è stato realizzato dal regista Mario Mele nel 2019, e gli stessi autori hanno pure scritto un libro divulgativo a seguito del lavoro scientifico, pubblicato nel 2019 da Malcor D’ Edizione dal titolo “Talento e Fortuna: gli ingredienti del successo”.

«I risultati di questa ricerca tutta catanese potrebbero sembrare a prima vista paradossali, ma, pensandoci un po’ su, inducono a riflessioni più profonde e interessanti» spiegano i ricercatori. «Attraverso un modello matematico ad agenti, simulato numericamente al computer, è stato quantificato il ruolo del caso nel raggiungimento del successo di un certo numero di persone dotate di un talento distribuito secondo una legge a campana, come del resto è quello del quoziente di intelligenza – spiegano -. Attraverso una dinamica molto semplice e intuitiva, abbiamo verificato come degli agenti, dotati anche di un capitale iniziale uguale per tutti, in seguito a incontri casuali con eventi positivi (che fanno raddoppiare il capitale di ognuno con una probabilità proporzionale al proprio talento) e negativi (che fanno dimezzare il proprio capitale) riescono a riprodurre la famosa legge di Pareto, per cui il 20% della popolazione possiede l’80% della ricchezza totale. Ma il risultato più interessante è stato che quasi sempre le persone che raggiungono il maggiore successo, nell’arco di una carriera di 40 anni, non sono quasi mai le persone più di talento, ma solo quelle più fortunate e con un talento poco sopra la media».

«Come dire che il talento è necessario, ma non sufficiente per avere successo. Qualcosa che del resto vediamo ogni giorno intorno a noi, nonostante si cerchi sempre di premiare i più meritevoli. Il nostro lavoro ha analizzato anche varie strategie che ridistribuiscono periodicamente delle risorse durante i 40 anni di attività e il risultato che viene fuori in maniera molto netta è che dare risorse solo a chi nel passato ha avuto più successo, premiare la cosiddetta “eccellenza” (il top 10% o 20%), non è la migliore strategia per far emergere le persone più di talento, proprio perché queste potrebbero essere state solo più fortunate» sostengono gli studiosi.

«Bisogna allora ridistribuire periodicamente risorse un po’ a tutti in maniera casuale o uniforme, anche dando poco. Solo così è possibile far emergere le persone e le idee migliori. Questo può essere più rischioso, ma è sicuramente la strategia vincente, come del resto dimostrato dalla politica di finanziamento della ricerca in Israele e come sta accadendo anche in Germania e Danimarca» concludono i ricercatori.

E' la seconda volta che Alessandro Pluchino e Andrea Rapisarda ricevono il premio alla scienza da ridere. Il Premio Ig Nobel per il Management 2010 fu assegnato ad Alessandro Pluchino, Andrea Rapisarda e Cesare Garofalo, per aver dimostrato matematicamente che le organizzazioni diventerebbero più efficienti se promuovessero persone a caso.]

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