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Di Carmine segna al Taranto e salva il Catania (e la panchina di Tabbiani)

Rossazzurri non brillantissimi ma il Massimino trascina (con qualche brusio): a metà ripresa il gol vittoria

Di Giovanni Finocchiaro |

La partita della verità la vince il Catania con il timbro del solito Di Carmine dopo un’ora anonima e un’accelerazione del gioco arrivata dal 9′ st in poi. Al momento di pigiare, i rossazzurri hanno trovato il ritmo giusto per far girare palla e verticalizzare. Tre punti d’oro per Chiricò e compagni e qualcosa da rivedere in mediana per un primo tempo blando rispetto alle esigenze del match contro un Taranto che mai è uscito dalla gara.

Tabbiani cambia

Tabbiani cambia tutto, un 3-4-1-2 con Chiricò dietro Di Carmine e Bocic. In mezzo Ladinetti, autore di un primo tempo anonimo. La difesa a tre con Bouah che fa il pedolo guadagnando il fondo e tornando nella retroguardia quando c’è da chiudere soprattutto l’avanzata di Kanoute. Il primo tempo regala due soli brividi: la punizione di Chiricò deviata in angolo dal portiere avversario che 10 minuti dopo è sulla traiettoria della girata improvvisa di Di Carmine. Poco o null’altro in un contesto che meriterebbe altri spettacoli. Il pubblico, infatti, incita nonostante abbia esposto striscioni di protesta, come quello della Sud: “Di progetti e sostenibilità parlatecene in Serie A, la C è un insulto per questa città”, messaggio senza giri di parole rivolto alla società.

La partita

Al 9′ della ripresa comincia un’altra gara rispetto a quello quasi compassato, timoroso visto per quasi un’ora. Entra Rizzo per Ladinetti, il Catania acquista velocità e un ritmo comunque diverso nelle giocate. E da una giocata veloce avviata da Chiricò arriva il gol di Di Carmine su sponda di testa di Marsura dopo il cross di Castellini. Poco dopo la traversa di Curado, mentre il Taranto a 6′ dalla fine tenta con Cianci su punizione. Piazzato Bethers. Il finale è una lotta continua coi rossazzurri che non rischiano più di tanto ma amministrano. Nel recupero la clamorosa traversa di Dubickas dopo uno scambio con Zanellato. Un gol mancato che ha dell’incredibile.In curva è stato tutto un susseguirsi di striscioni contro i tifosi del Taranto che nel 2002 offesero la Patrona. La Sud, per esempio ha esposto lo striscione: “Offendere Sant’Agata è un segno di infamità, Per voi nessuna pietà. Taranto M…”. La Nord ha fatto cenno allo scandalo scommesse: “Caro biglietti, divieti, partite truccate, quattro mocciosi senza morale giocano a lucrare, i nostri bambini non hanno nemmeno i campi dove giocare. Tutti a casa, tabula rasa”.

CATANIA-TARANTO 1-0

MARCATORE Di Carmine al 22′ s.t.

CATANIA (3-4-1-2) Bethers 6; Castellini 5,5, Curado 6, Mazzotta 6; Bouah 6,5, Zammarini 6, Ladinetti 5 (dal 10 ‘ s.t. Rizzo), Marsura 6 (dal 37′ s.t. Zanellato s.v.); Chiricò 6,5 (dal 37′ s.t. Dubickas s.v.); Di Carmine 7 (dal 37′ s.t. Sarao s.v.), Bocic 6,5 (dal 24’ s.t. Lorenzini 6). (Albertoni, Rapisarda, Maffei, Chiarella). All. Tabbiani 6,5.

TARANTO (3-5-2) Vannucchi 6,5; De Santis 6, Antonini 6, Riggio 6; Mastromonaco 5.5 (dal 27′ s.t. Bifulco 6), Romano 6,5 (dal 27′ s.t. Samele 6), Calvano 6, Zonta 6 (dal 1′ s.t. Fiorani), Panico 6 (dal 1′ s.t. Ferrara); Kanoute 6,5, Cianci 5,5. (Loliva, Di Serio, Enrici, Hysaj, Heinz, Kondaj, Capone, Bonetti, Papaserio). All. Capuano 6.

ARBITRO Scarpa di Collegno 6.

NOTE paganti n.c., abbonati 13.950, incasso nc.

Ammoniti De Santis e Sarao.Angoli 4-2.

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