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Di Carmine – Tabbiani, l’abbraccio per la svolta del Catania

Il cambio del modulo e l'attaccante che ha segnato 5 gol in 8 partite (una rete ogni 115'): comincia il campionato dei rossazzurri?

Di Giovanni Finocchiaro |

In un abbraccio c’è la foto di una partita e soprattutto di un rapporto tra allenatore e giocatore. L’istantanea di una fase che Luca Tabbiani da una parte e Samel Di Carmine dell’altra hanno gestito con serenità e con un fare propositivo. Certo, quando il Catania perde e i tifosi, giustamente, non accettano che si accusino due ko di fila e si pareggi con il Latina, non è che si può sorridere. Qualcosa, dopo il ko di Castellammare, si son detti, squadra e tecnici.

Ma poi, alla vigilia di Catania-Taranto, Tabbiani ha usato parole per certi verti sorprendenti: «La squadra si è allenata in modo… mondiale». Sembrava quasi voler passare la palla alla squadra per dire: io il mio lavoro l’ho fatto, la squadra anche. Ragazzi, tocca a voi.Invece quelle accelerazioni di gioco che si sono palesate dal 9’ del secondo tempo erano la dimostrazione che il gruppo, grosso modo, non s’era sfaldato. Che aveva voglia di dimostrarlo ai 17 mila del Massimino. Dimostrazione di attaccamento al progetto e tanto altro.

Così quando Di Carmine l’ha sbloccata, è corso anche da Tabbiani per abbracciarlo. E lo ha fatto anche al momento della sostituzione. Un abbraccio tra padre e figlio che significa tanto: riconoscenza, affetto, onestà, incoraggiamento reciproco. La voglia di continuare su questa strada senza che se ne debbano intraprendere altre.

Le parole dei due sono già state consegnate alla storia. Tabbiani ha messo sotto i riflettori non tanto le sue scelte tattiche, come il 3-4-1-2 con Chiricò dietro le punte, Bocic ora trequartista, ora supporto di Di Carmine. Nulla: «Il merito è tutto dei ragazzi». E qui emerge lo spessore umano. Se l’allenatore è ancora (quasi) tutto da scoprire perchè in una piazza come Catania sono transitati personaggi carismatici, l’uomo ha già vinto: onesto, mai un’accusa verso qualcuno ma piuttosto avvezzo a stemperare la tensione quando la squadra non vince

Di Carmine? Le cifre lo fanno vero bomber: 8 gare, 5 reti: una ogni 115 minuti. Quando segna lui il Catania ha sempre vinto: due gol al Picerno, la doppietta a Caserta, la zampata decisiva durante il match col Taranto che era considerata molto più di una gara di campionato visti i precedenti lunghi oltre vent’anni. E, poi, sembrava una delle gare in cui l’allenatore veniva… esaminato per tattica, scelte, risultati soprattutto da ottenere.

L’uno a zero basta, il Catania avrebbe potuto e dovuto segnare di più. Dietro ha resistito pur rischiando nel finale. Tutto è bene quel che finisce con un sorriso e il giro di campo per salutare i sostenitori di tutti i settori.

Di Carmine è stato il festeggiato speciale: «Un gol importante perchè abbiamo vinto, ma adesso pensiamo al Monterosi perchè dobbiamo cercare di vincere anche lì». Il trittico di gare, cominciato bene, deve vere un seguito immediato. Si gioca domani, c’è poco tempo per allenarsi. Bisogna viaggiare, riposare dopo gli ultimi 90. Bisogna studiare l’avversario e rifinire sul campo gli schemi.Ed ecco che torniamo a questa foto scattata da Filippo Galtieri: un abbraccio vale più di mille parole. Cancella lo stress, aumenta l’autostima, cementa un’intesa tra le parti. Tabbiani sa che su Di Carmine (e non solo su di lui) potrà contare sempre. Anche nei momenti difficili. Di Carmine sa che c’è un allenatore che lavora per diventare grande e per far lievitare la quotazione di un Catania che deve avanzare in classifica. Quello di ieri è stato rassicurante, aspettiamo il prossimo abbraccio perchè si metta il timbro su un altro successo.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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