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Catania nel caos: stipendi non pagati e si riparte da -2 in classifica

La Sigi flop. Conflitti tra i soci che non sono riusciti a raccogliere la somma necessaria per rispettare la scadenza

Di Redazione

Il temuto colpo di scena c’è stato nonostante le rassicurazioni dei giorni scorsi della Sigi che ieri non è riuscita a rispettare una scadenza economica importante che comprendeva il pagamento degli stipendi, compresi i versamenti Inps e Irpef. L’allarme era scattato già a fine settimana ma si è sperato fino all’ultimo in un contributo rilevante da parte dei soci e invece sembra che stavolta in pochi hanno risposto all’appello lanciato sabato scorso via whatsapp dal presidente della Sigi, avv. Giovanni Ferraù. In ogni caso non si è arrivati ai circa 400 mila euro necessari per onorare l’impegno economico. 
Questo comunque il comunicato stampa della società rossazzurra: «Il Calcio Catania comunica di non aver potuto provvedere al pagamento di quanto previsto entro la scadenza federale odierna (ieri nds), a causa di un pignoramento subito per effetto di debiti pregressi; malgrado il lavoro già svolto e gli sforzi profusi, la risoluzione del problema non si otterrà in tempo». 

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«Prima della limitazione suddetta - prosegue il comunicato - sono stati effettuati alcuni cospicui versamenti per onorare cartelle di pagamento di elevato importo, relative ad esposizioni maturate nelle precedenti gestioni. L'ulteriore difficoltà a carico della nostra martoriata società non sarà motivo per arrendersi ma, con la caparbietà che contraddistingue il popolo rossazzurro, la dirigenza del club e la Sigi continuano e continueranno a lavorare per ricostruire e ripartire da basi più solide. In tal senso, proseguono in questi giorni le trattative con investitori esteri ed è in dirittura d'arrivo quella con un imprenditore locale molto attivo e determinato, che con lungimiranza e passione mira a garantire un apporto per il riequilibrio economico-finanziario del Calcio Catania».

Anche nel prossimo campionato il Catania partirà quasi sicuramente con una penalizzazione di punti - dovrebero essere due - così come era accaduto un anno fa quando alla società etnea fu inflitto un -4 ridotto in seguito a -2 sempre per il mancato pagamento degli emolumenti netti dovuti ai tesserati, dipendenti e addetti al settore sportivo riguardanti le mensilità di gennaio, febbraio, marzo, aprile e maggio 2020. 
Abbiamo cercato di interpellare qualcuno dei vertici del Catania Calcio o gli azionisti della Sigi, ma ogni tentativo è risultato vano. Fra l’altro oggi è stata convocata una riunione urgente della spa ed a è giunta l’ora di fare chiarezza e di dire la verità ai tifosi su quanto sta accadendo.
Che la Sigi non avesse le risorse necessarie per il rilancio del Catania Calcio su cui pesano come un macigno debiti ingenti era ormai risaputo ed è comprensibile a questo punto la preoccupazione e rabbia dei tifosi rossazzurri. Cosa succederà adesso? Nel comunicato stampa si parla di investitori stranieri e anche di uno locale: ci sarebbe il gruppo maltese che avrebbe elargito la somma di 500mila euro anche se all’interno della stessa Sigi qualcuno sostiene che non è vero, stavolta anche lo stesso maggiore azionista della spa, Gaetano Nicolosi, non ha o non è riuscito a fronteggiare l’emergenza e chi sarebbe questo nuovo imprenditore locale che sarebbe pronto a entrare in scena alla fine del mese? Il Catania ripiomba nell’incertezza e nel caos, non si sa quale sarà la reazione dei giocatori ai quali erano state date ampie rassicurazioni e in che condizioni lavorerà oggi alla ripresa della preparazione il gruppo rossazzurro che ieri dopo due settimane d’intensi allenamenti, aveva usufruito di un giorno di riposo? Sono queste le risposte che ci aspettiamo in tempi brevi dai vertici della società rossazzurra.

Anche lo stesso Maurizio Pellegrino, direttore dell’area sportiva del Catania, ha interrotto le trattative sul fronte mercato. Agosto è cominciato veramente in sordina per un Catania il cui futuro torna nebuloso dopo mesi di speranze, di trattative e notte insonni convinti ormai che fosse arrivato lo zio d’America e il pensiero va subito al manager italo americano Joe Tacopina. La Sigi ha ora l’obbligo di correre ai ripari nel rispetto soprattutto di quei tifosi che si sono esposti economicamente per la salvezza del club.
 

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