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Italia, buona la prima: l'oro e l'argento arrivano dal Sud con Dell'Aquila e Samele, delusione Fiamingo

Vittoria nel taekwondo e secondo posto nella sciabola, la spedizione azzurra parte meglio di Rio 2016. Male la spadista catanese

Di Redazione

Un oro e un argento, e l’Italia parte col sorriso alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Una mattinata con qualche delusione, poi il crescendo azzurro fino al doppio podio, sul gradino più alto con Vito dell’Aquila nel taekwondo e su quello appena più basso con Luigi Samele nella sciabola. Due pugliesi in cima al mondo olimpico, e l’Italia Team al termine della prima giornata dei Giochi migliora la partenza di cinque anni fa, a Rio. 

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La certezza del primo podio è arrivato a metà giornata, con il salentino Dall’Aquila: 20 anni, di Mesagne, ha sbaragliato tutti gli avversari fino al tunisino Jendoubi, che in semifinale gli aveva fatto il favore di eliminare il favorito, il coreano Jang Jun. Nel frattempo, la fabbrica dell’oro rispondeva con le stoccate dello sciabolatore Luigi Samele. Infortunatosi agli ottavi per una brutta caduta, ha rimontato stoccata dopo stoccata, soprattutto in semifinale, fino a giocarsi il titolo contro l’ungherese Szilagyi, davvero imbattibile: e infatti l'oro è stato suo, unico uomo capace di vincere tre titoli olimpici della scherma. Il doppio podio allevia la giornata azzurra, resa pesante in apertura dalla notizia di sei atleti costretti, insieme a sette dirigenti, a rimanere in quarantena su indicazione del governo giapponese. Sul volo per Tokyo avevano incrociato un positivo. Ma Comitato organizzatore e Coni assicurano che gli azzurri possono allenarsi e gareggiare, dopo un tampone negativo da effettuare sei ore prima della loro competizione. 

La prima giornata si era aperta con l’eliminazione della Ceccarello dalla carabina, l’eliminazione di Errani e Musetti nel tennis, e via via i ko di Fiamingo, Isola e Navarria nella spada, lì dove l’Italia dava speranze di podio. Intanto, la prima medaglia assoluta della giornata era della Cina, con la carabina donne. Prima medaglia anche per il Giappone, nel judo, ma a impressionare i tifosi di casa è soprattutto la caduta dell’'imperatore della ginnastica, Uchimura, a caccia del quarto titolo olimpico. Si chiude all’ultimo posto l’avventura di Luna Salomon, la tiratrice eritrea allenata da Niccolò Campriani per il Team Rifugiati.

Storico l’oro del Kosovo nel judo, il secondo assoluto della sua storia olimpica. Parte con difficoltà e una rimonta l’Italvolley (3-2 con il Canada). Negli occhi dell’avvio, nonostante la prova sfortunata di Bettiol e della squadra azzurra, rimane la prova di ciclismo su strada: 250 chilometri tra il pubblico per le strade di Tokyo e poi per le splendide strade che portano al monte Fuji, dove vince un altro storico oro l’ecuadoriano Carapaz.

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