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Shoah: 'mamma sto benone ma mandami da mangiare', lettera dal lager

Di Redazione

Roma, 29 gen. (Adnkronos)(di Ileana Sciarra) - L'Alzheimer ha cancellato i ricordi e forse anche l'orrore di chi è stato deportato in un campo di concentramento. Giuseppe Realmuto venne colpito dalla malattia ad appena 60 anni, ma la memoria dei giorni da soldato trascorsi al fronte, a 'resistere', e da prigioniero in un campo di concentramento tedesco con la 'colpa' di aver combattuto la Germania nazista è impresso nelle lettere che inviava alle sua famiglia.

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Realmuto è tra i 600mila soldati italiani che hanno 'resistito' ricordati dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso al Quirinale per il 'Giorno della memoria'. E' scomparso nell'88, ma domenica scorsa la Prefettura di Palermo ha consegnato alla sua famiglia la medaglia d'onore. Il pronipote, 6 anni, l'indomani ha raccontato a scuola di quella medaglia: ''maestra, mio nonno era un eroe'!'.

Dal lager dove era rinchiuso Realmuto scriveva alla sua famiglia tacendo l'orrore che viveva e che vedeva attorno a sé. "Sono prigioniero dal 27 settembre - si legge in uno stralcio della missiva datata 20 dicembre 1943 in possesso dell'Adnkronos - e ringrazio il buon Dio godo di ottima salute. Mamma, siccome il comando tedesco mi diede il permesso di potermi inviare dei pacchi, prego al più presto di spedirmelo e cercare di inviarmi cose da mangiare e 'sicarette', però prima di tutto roba da mangiare".

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