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Carceri: giudice Di Lello, 'Renzi ha goldenshare su mozione sfiducia e la usa, vicenda grave'

Di Redazione

Palermo, 19 mag. (Adnkronos) - Sulla mozione di sfiducia al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, in calendario domani al Senato e presentata dal centrodestra, l'ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi "ha la goldenshare" e "la usa per lo 'sviamento dei poteri,' come si dice in diritto amministrativo...". Ne è convito il giudice Peppino Di Lello, ex capo dell'Ufficio Istruzione di Palermo, per anni nel pool antimafia con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, in cui fu giudice istruttore. In una intervista all'Adnkronos, Di Lello, che è stato anche consulente della Commissione parlamentare antimafia tra il 1992 e il 1994 e deputato nazionale, dice che la vicenda che approda domani al Senato, sulla nomina del capo del Dap nel giugno 2018 e la polemica tra lo stesso Guardasigilli e l'attuale consigliere del Csm Antonino Di Matteo, "è molto grave", "da qualunque parte la si guarda".

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Perché "se ha ragione il ministro Bonafede, allora Di Matteo doveva andarsene dal Csm, per essersi tenuto per due anni questa accusa nel cassetto. Oppure, se ne deve andare il ministro Bonafede, perché è grave che un ministro della Giustizia ceda ai desiderata dei boss mafiosi", spiega Di Lello.

E sulla mozione di sfiducia, annunciata per domani al Senato, ribadisce: "Qua c'è il risvolto politico di tutta la faccenda. Non credo che una mozione di sfiducia o la conferma della fiducia sciolga il nodo, il nodo rimane, eccome".

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