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Il riconoscimento facciale entra in guerra: ecco a cosa serve

 L’Ucraina ha iniziato ad utilizzare il sistema di Clearview AI, il controverso software dell’azienda americana che estrae immagini dai social media e da altre piattaforme su cui diversi Paesi europei, compresa l’Italia, hanno acceso un faro

Di Redazione

L’Intelligenza artificiale entra sul campo di guerra. L’Ucraina ha iniziato ad utilizzare il sistema di riconoscimento facciale di Clearview AI, il controverso software dell’azienda americana che estrae immagini dai social media e da altre piattaforme su cui diversi Paesi europei, compresa l’Italia, hanno acceso un faro. Secondo un’indiscrezione di Reuters, la società ha offerto gratuitamente i suoi servizi al ministero della Difesa ucraino consentendo l'accesso ad un enorme database di volti, 10 miliardi in totale, di cui più di 2 miliardi di immagini provenienti dal social media russo VKontakte. 

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Questo database, ha spiegato l’amministratore delegato di Clearview AI Hoan Ton-That, può aiutare l’Ucraina a identificare i morti più facilmente, può essere utilizzato per riunire i rifugiati separati dalle famiglie, ma anche per controllare persone di interesse ai posti di blocco, identificare gli agenti russi e aiutare il governo a smascherare i post fake relativi alla guerra sui social media. L’uso dell’Intelligenza Artificiale in contesti di sicurezza non è nuovo. Amazon, Google e Microsoft hanno sviluppato progetti di riconoscimento facciale per i governi, creando un polverone mediatico e appelli delle società per i diritti umani, a cui sono seguiti dietrofront. Diversi studi hanno poi dimostrato che i sistemi di comparazione delle immagini dei volti usati dalle forze dell’ordine non sono precisi e spesso incentivano la discriminazione razziale. 

«Questi sistemi non hanno una precisione assoluta e possono essere indotti in errore, questo apre a rischi immensi in caso di applicazioni militari e di sicurezza. Potrebbero far prendere delle decisioni sbagliate in un terreno di guerra in cui bisogna agire velocemente», spiega all’ANSA Pierluigi Paganini, esperto di cybersecurity e intelligence. «L'uso sul campo del sistema di riconoscimento facciale Clearview AI - aggiunge - apre scenari inquietanti, diversi studi hanno dimostrato che i sistemi di intelligenza artificiale forniscono a volte indicazioni errate, 'falsi positivì, circostanza preoccupante se accade in un contesto di guerra e di confusione». E’ chiaro che Clearview AI, conclude l’esperto, «vede quello militare come un mercato potenziale per espandere il suo business». E, infatti, l’azienda ha spiegato che si aspetta che altre istituzioni ucraine, oltre al Ministero della Difesa, inizino a utilizzare il servizio nei prossimi giorni. 

Clearview AI, nata nel 2017, è stata criticata per violazioni della privacy dei dati in molti paesi del mondo. La scorsa settimana l’Italia ha multato la società per 20 milioni di euro per aver violato le leggi sulla privacy dei consumatori Ue e ha ordinato di cancellare tutti i suoi dati sui residenti in Italia. L’Ufficio del Commissario per le informazioni del Regno Unito ha ordinato alla società di interrompere l’elaborazione di tutti i dati degli utenti a novembre, la Francia ha emesso un ordine simile a dicembre. 
 

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