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Corso medici famiglia, ‘richieste doppie rispetto ai posti in molte regioni’

Scotti (Fimmg), 'rinasce interesse per professione, Manovra ha dovere morale di non deludere chi la sogna'

Di Redazione |

Milano, 17 ott. (Adnkronos Salute) – Medici di famiglia alla riscossa. I termini per fare domanda di partecipazione al concorso che permette di accedere al Corso di formazione specifica in Medicina generale per il triennio 2023-2026 si sono appena chiusi e “i dati che arrivano dalle Regioni indicano il rinascere d’interesse nei medici per il percorso che porta all’acquisizione del titolo per poter fare il medico di medicina generale, con un numero di domande in molte regioni quasi doppio rispetto ai posti disponibili”. Lo comunica la Fimmg, Federazione italiana medici di medicina generale. Solo nel Lazio, indica separatamente la Fimmg Formazione regionale, “per 207 posti di accesso al triennio di formazione in Medicina generale concorreranno circa 800 medici a fine novembre”. “Le domande presentate sono di gran lunga superiori alle borse di studio messe a disposizione, come avevamo sperato facendo comunicati e appelli alla partecipazione al concorso”, afferma il segretario generale della Fimmg, Silvestro Scotti, che ora chiede di “non deludere il sogno”. Esorta il leader del sindacato: “Questa inattesa inversione della tendenza degli scorsi anni deve avere supporto, per una carriera che in questo periodo subisce continui attacchi, è travolta da una burocrazia anche informatica inarrestabile, schiacciata dalla necessità di assistere una popolazione sempre più anziana e portatrice di malattie croniche, in assenza d’investimenti in termini di personale e tecnologie. Sugli investimenti sentiamo parlare di aumenti nella prossima Manovra per i professionisti della sanità, ma si parla sempre e solo di Comparto. Credo che qualcuno debba chiarire che i medici convenzionati avranno pari attenzione”. “La legge di Bilancio – incalza Scotti – ha il dovere morale di rispondere a questi professionisti che hanno puntato tutto sul sogno di una medicina generale che nei prossimi anni si trasformi ed evolva come propone la Fimmg”. “L’aspettativa – spiega il numero uno del sindacato dei medici di famiglia – è quella di poter lavorare in modalità associative all’interno di realtà territorialmente omogenee, con personale sanitario e amministrativo che condividano i percorsi di assistenza e cura con loro. Il contesto a cui aspirano è quello di poter fare un investimento sul loro lavoro, che venga riconosciuto in termini di organizzazione e risultati”. L’aspirante medico di famiglia sogna di “potersi dotare di tecnologie digitali che permettano la completezza dell’ipotesi diagnostica e l’assistenza di prossimità ed iniziativa”, che “la stessa tecnologia gli faciliti l’integrazione con gli specialisti”, che “l’ospedale favorisca il dialogo con il sistema sociale. E’ di molto interesse anche la proposta di rivedere il rapporto d’assistenza da medico per numero d’abitanti a medico per chilometro quadrato”. I giovani camici bianchi che sognano di fare il medico di famiglia, “insomma, sperano nelle proposte che sono da sempre della Fimmg e che, a piccoli passi – riconosce Scotti – si intravedono in questi ultimi tempi, grazie all’ascolto del ministro Schillaci e di parlamentari attenti e disponibili al confronto, per esempio, sulla compatibilità formazione-lavoro. Questo ha consentito, tra l’altro, di superare il vergognoso divario tra la borsa degli specializzandi e quelli dei medici in formazione in Medicina generale, e far entrare in un momento di crisi per i massicci pensionamenti forze nuove per assistere i cittadini”. “Rimane un punto fermo, per questi aspiranti medici di famiglia – conclude il segretario Fimmg – la tradizionale caratteristica della medicina generale: il rapporto fiduciario con il cittadino e la possibilità di esercitarlo come libero professionista convenzionato con il servizio sanitario nazionale. Rimane a noi, alla politica nazionale e alle Regioni la responsabilità di non deluderli e trasformare il sogno nella realtà”.

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