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Rafah, Israele: “Operazione si intensificherà”. Hamas: “Negoziati in un vicolo cieco”

Di Redazione |

Tel Aviv, 16 mag. L’operazione militare di Israele a Rafah si intensificherà e altre truppe saranno schierate. Ad annunciarlo il ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, a seguito di una visita sul confine di Gaza, vicino a Rafah.

“Questa operazione continuerà con ulteriori forze che arriveranno nell’area. Diversi tunnel nella zona sono stati distrutti dalle nostre forze e presto saranno distrutti altri tunnel”, ha affermato Gallant, stando a una nota. “Questa operazione si intensificherà e Hamas adesso non è un’organizzazione in grado di rigenerarsi. Non ha riserve, non ha la capacità di produrre armi, non ha rifornimenti, non ha munizioni, non ha la capacità di curare adeguatamente i terroristi feriti, e questo significa che la stiamo logorando”, ha aggiunto Gallant.

Il Times of Israel già questa mattina aveva riferito che l’esercito israeliano aveva inviato un’altra brigata a Rafah, in attesa dell’approvazione del governo all’ampliamento dell’offensiva. Il nuovo contingente – aveva riferito – è stato schierato nella notte nella città meridionale della Striscia, unendosi alla 162esima Divisione, che opera nella parte orientale della città dall’inizio di questo mese.

Intanto Ismail Haniyeh, capo dell’ufficio politico di Hamas, ha incolpato Israele per l’attuale stallo nei colloqui per il cessate il fuoco a Gaza, affermando che i loro emendamenti alla proposta introdotta dai mediatori Qatar ed Egitto hanno “messo i negoziati in un vicolo cieco”. Lo riporta al Jazeera. “Abbiamo recentemente annunciato il nostro accordo sulla proposta presentataci dai nostri fratelli in Egitto e Qatar, che era nota all’amministrazione americana. Ma l’occupazione israeliana ha risposto a questa proposta occupando e controllando il valico di Rafah e iniziando l’aggressione nell’area di Rafah”, ha detto, rifiutando qualsiasi soluzione postbellica a Gaza che escluda il gruppo.

Il presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp), Mahmoud Abbas, ha accusato dal canto suo Hamas di aver “dato pretesti” a Israele per attaccare la Striscia di Gaza, da oltre sette mesi teatro di un’offensiva militare che è scattata sulla scia del massacro del 7 ottobre e che finora ha provocato oltre 35mila morti. “L’operazione militare condotta unilateralmente da Hamas quel giorno, il 7 ottobre, ha dato a Israele ulteriori pretesti e giustificazioni per attaccare la Striscia di Gaza, uccidendo, distruggendo e sfollando centinaia di migliaia di persone”, ha dichiarato Abbas nel suo intervento al vertice la Lega Araba in Bahrein.

Sarebbero 39 le persone rimaste uccise nella Striscia di Gaza solo nelle ultime 24 ore. E dallo scorso 7 ottobre i morti nell’enclave palestinese sarebbero 35.272 secondo il bilancio contenuto nell’aggiornamento diffuso dal ministero della Sanità di Gaza, che nel 2007 finì sotto il controllo di Hamas.

L’Idf ha inoltre reso noto che 5 soldati israeliani sono stati uccisi e altri sette sono rimasti feriti, di cui tre gravemente, in un incidente di ‘fuoco amico’ avvenuto ieri sera a Jabaliya. E ha spiegato che un carro armato dell’esercito israeliano, che operava a fianco dei paracadutisti nel campo della città nel nord di Gaza, attorno alle 19 ha sparato due proiettili contro un edificio dove i militari erano radunati.

Cinque soldati dell’Idf sono invece rimasti feriti dopo essere stati investiti da un’auto ad Haifa, in quello che secondo la polizia è probabilmente un incidente stradale e non un attacco intenzionale. La polizia afferma di aver localizzato l’investore, che dopo aver travolto i militari si era dato alla fuga, e di aver avviato un’indagine, anche se probabilmente si è trattato di un incidente.

Il servizio di ambulanze israeliano Magen David Adom riferisce che i cinque giovani sono stati portati al Rambam Medical Center della città. Uno di loro è moderatamente ferito con ferite alla testa e agli arti, mentre gli altri quattro sono leggermente feriti.

Nelle ultime 24 ore, inoltre, Hezbollah ha effettuato il suo attacco più profondo in territorio israeliano, utilizzando due droni armati. Uno è stato abbattuto dalle difese aeree israeliane e l’altro ha colpito una “struttura militare sensibile vicino allo svincolo di Golani, a ovest di Tiberiade” a circa 35 km, dal confine con il Libano, rende noto sempre l’Idf.

Hezbollah afferma che l’attacco è stato una risposta ai recenti attacchi israeliani nel sud del Libano che hanno ucciso i suoi membri. Israele ha risposto all’attacco al Golani Junction effettuando almeno 15 attacchi durante la notte nella regione di Baalbeck, nel Libano orientale. Secondo l’esercito, tra gli obiettivi c’erano un impianto di produzione di armi utilizzato per costruire armi guidate e un drone.

La polizia di frontiera israeliana ha invece sventato un tentativo di accoltellamento a Gerusalemme, uccidendo l’assalitore. L’uomo si era precipitato verso i soldati con un coltello, dopo essere stato fermato per un’ispezione, ma è stato colpito prima che potesse ferire qualcuno di loro.

Il Comando Centrale delle forze armate statunitensi (Centcom) ha annunciato dal canto suo che questa mattina un nuovo molo temporaneo per aiuti umanitari, costruito dagli Stati Uniti, è stato ancorato alla spiaggia di Gaza. Si prevede che i camion che trasportano assistenza umanitaria “inizieranno a sbarcare nei prossimi giorni”, con gli aiuti che verranno ricevuti e distribuiti dalle Nazioni Unite, ha scritto su X Centcom.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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