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Viaggi&Turismo

Isolabella, hotellerie di lusso e sicurezza: così Taormina prova a ripartire

La riapertura dello scoglio simbolo e degli alberghi più importanti regalano prospettive di riscatto dopo la pandemia

Di Carmela Marino

L’Isolabella riapre, l’hotel San Domenico pure, il Belmond Timeo riparte con un nuovo general manager e il Metropole ha ospitato gli eventi collaterali del Tao Film Fest. Il turismo a Taormina ingrana la marcia e, come sta avvenendo nel resto della Sicilia, cerca di risalire faticosamente la china in questa seconda stagione estiva nel segno del Covid. Le speranze che l’estate 2021 possa chiudersi con un segno più ci sono tutte e sono supportate dalle stime dell’Istituto nazionale ricerche turistiche di Unioncamere, che riportano un incremento del 32%, rispetto allo scorso anno, alla voce turisti stranieri in Italia. Green pass e vaccini stanno favorendo un flusso maggiore di arrivi e partenze anche se gli operatori del comparto, compresi i più ottimisti, sanno benissimo di dover ancor aspettare qualche altro anno per potere tornare ai bilanci positivi del pre-pandemia.

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Massimiliano Puglisi, General Manager Grand Hotel Timeo

 

A Taormina in ogni caso si respira aria di fiducia e di ripartenza, con tutte le buone intenzioni e programmi che la situazione impone. «Da noi sono già arrivati i primi turisti stranieri, americani in particolare», spiega Massimiliano Puglisi, neodirettore del Grand Hotel Timeo, che conosce molto bene quel segmento di mercato, avendo lavorato negli Usa per 15 anni e che dagli inizi di giugno è tornato nella sua Sicilia (è originario di Siracusa). «Siamo un po’ dispiaciuti per le cancellazioni dalla Gran Bretagna (la ripresa del virus con la variante Delta sta ridimensionando le partenze, ndr) e anche per questo stiamo puntando a ricevere tedeschi, svizzeri e francesi e quanti vogliono venire a conoscere una terra che, a mio avviso, non è ancora valorizzata al massimo delle sue potenzialità. Secondo me è importante, ad esempio, fare scoprire anche le bellezze dell’hinterland, finora meno conosciute. Posti meno noti, meno pubblicizzati, che però possono riservare grandi sorprese».

 

 

Da sempre punta di diamante del turismo internazionale, Taormina con la sua hotellerie di lusso ha sempre cercato di non farsi trovare impreparata proprio dai tanti stranieri che la scelgono come meta privilegiata delle proprie vacanze, preferendola ad altre località anche per la sua posizione strategica. E se il Timeo ha riavviato la stagione lo scorso 13 maggio e conta di chiuderla a gennaio del prossimo anno, Covid permettendo, da qualche giorno ha riaperto al pubblico un’altra struttura alberghiera storica come il San Domenico, che torna a nuova vita dopo essere rimasto chiuso per alcuni anni.

«La riapertura del nostro albergo avrà conseguenze importanti sotto il profilo sociale, economico e di esposizione internazionale», afferma il direttore del San Domenico Palace, Lorenzo Maraviglia. «Una ripartenza importante sia dal punto di vista sociale, per i lavoratori che hanno fatto parte di questo progetto, per le maestranze che da tre anni non risparmiano energie e per tutti coloro che continuano a lavorare con noi, e sia dal punto di vista economico, perché il rapporto di quello che i clienti spendono in hotel e di quello che gli stessi clienti lasciano nell’indotto è 1 pari a 1 e questo significa che i nostri ospiti investiranno a Taormina lo stesso budget che investono in hotel. La riapertura è importante anche dal punto di vista dell’esposizione internazionale, perché la società Four Seasons ha 122 alberghi in tutto il mondo e ha molti clienti affiliati che aprono la nostra pagina e viaggiano scegliendo esclusivamente le nostre strutture. La città di Taormina sarà meta di una clientela di lusso che preferisce spostarsi solo in luoghi particolari. Four Seasons decide di arrivare in una destinazione solo se la destinazione è pronta, e questo è il caso di Taormina. Chiaramente gli altri hotel a 5 stelle aperti da anni nella capitale siciliana del turismo hanno fatto da apripista».

Lorenzo Maraviglia, direttore San Domenico Palace

Sul piano della sicurezza anti-Covid ci sono alberghi, come nel caso del Grand Hotel Timeo, che si sono attrezzati con un medico e un infermiere sul posto anche per effettuare i tamponi. «È una misura di prevenzione indispensabile», sostiene il general manager Massimiliano Puglisi. «Proprio qualche settimana fa, in occasione di un matrimonio, abbiamo bloccato un ospite risultato positivo al tampone; in questo modo abbiamo garantito la sicurezza di tutti e la regolare prosecuzione dell’evento. Riceviamo molte richieste per ospitare unioni civili e per l’appunto ricevimenti di nozze, è quindi fondamentale curare questo aspetto della sicurezza sanitaria che ormai fa parte dell’organizzazione».

Il direttore del San Domenico, Maraviglia, alla fine chiosa fiducioso: «La stagione turistica attuale per noi andrà comunque bene, perché stiamo partendo da zero. Il 2021 sarà certamente un anno ibrido. La gente ha voglia di andare in vacanza, ma ci sono ancora tante incertezze. Secondo noi l’anno della riscossa sarà il 2022, sperando naturalmente che possa essere libero dal Covid».

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