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«Macché Life 120, la dieta Panzironi accorcia la vita»

Di Redazione |

Il controverso giornalista (sospeso dal’Ordine) Adriano Panzironi, ideatore e promotore del discusso regime alimentare Life 120, la dieta priva di validazione scientifica che promette di far vivere fino a 120 anni, è stato ancora ospite di Barbara D’Urso ieri sera su Canale 5 negli studi di «Live – Non è la D’Urso». Su Panzironi, recentemente condannato dall’Antitrust «per aver reiterato due pratiche commerciali scorrette già vietate e sanzionate», pende anche una denuncia dell’Ordine dei medici di Roma per esercizio abusivo della professione medica. Ma nonostante tutti gli altolà, Panzironi continua ad essere ospite in tv dove reclama il suo libro e i suoi integratori. Ieri Barbara D’Urso ha voluto fare una specie di “processo” a Panzironi, che rischia davvero tre anni di carcere per esercizio abusivo della professione medica e che ieri si è presentato in tv con le manette. In studio come al solito c’erano i suoi detrattori, ma anche i suoi sostenitori con tante testimonianze di chi difende lui e il suo metodo. 

La voce più autorevole è stata però quella di Valter Longo, lo scienziato che lavora tra la University of Southern California di Los Angeles e l’IFOM di Milano, considerato uno dei maggiori esperti della relazione tra nutrizione, longevità e salute.  Anche Longo, che però al contrario di Panzironi è un medico di fama mondiale, ha ideato uno speciale piano alimentare che mima gli effetti positivi ottenibili col digiuno (solo acqua), ma senza digiunare e quindi senza troppe difficoltà e soprattutto senza rischi. Longo ha detto chiaramente che la dieta low carb (senza carboidrati) proposta da Panzironi non è una novità, è conosciuta da tempo ma soprattutto ha detto che è risaputo che «accorcia la vita», nonostante gli iniziali effetti benefici.

Arrabbiata, come al solito, la reazione di Panzironi che non ha esitato ad accusare Longo di fare pubblicità ai suoi libri e al suo metodo. Solo che Longo, al contrario del giornalista sospeso, ha deciso di devolvere i proventi del libro alla Fondazione non-profit Create Cures per l’educazione alimentare di bambini e adulti, l’assistenza ai pazienti, e la ricerca di cure alternative e integrate per le malattie gravi.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA