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Cronaca

Croazia, manager ucciso dal monossido, restano gravissimi i due bambini

Di Redazione
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Rimangono gravissime le condizioni dei due bambini italiani intossicati sulla barca a vela martedì scorso in Croazia e i medici di Spalato temono ora che possano aver subito danni di natura neurologica a causa del monossido di carbonio.

E’ quanto scrive il quotidiano dalmata Slobodna Dalmacija che ha citato un neurologo del centro ospedaliero di Spalato dove i due bambini sono in cura. La risonanza magnetica, effettuata ieri al bimbo di cinque anni, figlio del manager siciliano Eugenio Vinci morto a bordo della barca, e alla bambina di quattordici anni, figlia della moglie di Vinci, ha mostrato, scrive il giornale, conseguenze al cervello, «ma in questo momento non è possibile sapere quanto serie siano queste lesioni e se causeranno danni permanenti». I due bambini sono ancora in un coma indotto, collegati ai respiratori artificiali, ma in condizioni più stabili rispetto ai giorni precedenti.

«Per ora e troppo presto fare prognosi» su possibili conseguenze di natura permanente, ha detto ai giornalisti Branka Polic, capo del reparto di terapia intensiva pediatrica del centro ospedaliero di Spalato. «Gli organi vitali, che erano quasi tutti compromessi, si stanno riprendendo - ha spiegato - ma solo quando i bambini verranno sconnessi dai ventilatori meccanici si potrà sapere se la funzione respiratoria si è ripresa e se esistono danni di natura neurologica».

L’INCHIESTA. La fonte del gas tossico che ha causato la morte martedì scorso di Eugenio Vinci e l’avvelenato di altri cinque turisti italiani è un generatore a benzina, installato sulla barca a vela contrariamente alle le norme di sicurezza e i regolamenti. Per aver infranto i regolamenti e agito contrariamente alle specifiche norme tecniche relative al funzionamento della barca sono stati arrestati – ma già rimessi in libertà provvisoria - il proprietario dell’imbarcazione, un uomo croato di 23 anni, e lo skipper, di 27 anni. Entrambi sono sospettati di «reati contro l’incolumità pubblica» aggravati dal fatto che il loro comportamento ha causato la morte di Eugenio Vinci. I due hanno trascorso la notte in custodia cautelare La pena prevista in Croazia per questi reati è da un minino di uno fino a un massimo di otto anni di reclusione. La stampa croata ipotizza che recentemente sulla barca a vela si fosse guastato il generatore a diesel e che i due avessero deciso di sostituirlo con uno a benzina che si raffreddava ad aria. L’inchiesta ha stabilito che l’istallazione del generatore sostitutivo è avvenuta l’8 agosto scorso. L'uso di simili generatori a benzina è proibito sulle imbarcazioni e sono di solito adoperati nell’edilizia e in aree aperte e ben arieggiate. Dal generatore nella notte tra lunedì e martedì è fuoriuscito il monossido di carbonio che ha poi raggiunto le cabine dei turisti italiani.

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