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Sciacca: caccia all'avvelenatore di cani forse ripreso da una telecamera

Il sostituto procuratore Michele Marrone: «Grande impegno per assicurare alla giustizia chi ha progettato ed eseguito il crimine». Sabato e domenica manifestazioni pubbliche in città

Sciacca: caccia all'avvelenatore di cani forse ripreso da una telecamera

SCIACCA - La Procura della Repubblica di Sciacca sta coordinando le indagini per individuare l’autore, o gli autori, della strage dei cani, uccisi con il veleno la scorsa settimana alla periferia della città nei pressi di un agglomerato industriale in disuso.  Il sostituto procuratore Michele Marrone riferisce che si stanno impiegando uomini mezzi per assicurare alla giustizia chi ha progettato ed eseguito il crimine. Il magistrato non si sbilancia, ma c'è massima attenzione di fronte al problema.

I carabinieri della Compagnia di Sciacca stanno esaminando i filmati del sistema di videosorveglianza di due aziende che sorgono in località Muciare per tentare di individuare il responsabile della strage di cani avvenuta nei giorni scorsi e, secondo alcune indiscrezioni, nelle immagini potrebbero esserci elementi utili per risalire agli avvelenatori. quello di scandagliare tutte le immagini delle telcamre di videosorveglianza installate nella zona è uno dei tanti tentativi che gli investigatori stanno facendo insieme con quello delle testimonianze delle persone che lavorano nelle due aziende, per venire a capo di una vicenda che sta creando seri problemi alle autorità istituzionali cittadine ed all’intera comunità saccense.

Intanto i social network sono invasi da post dai toni forti, minacciosi e conditi di odio nei confronti della città, con inviti specifici a non passare più le vacanze a Sciacca, ritenuta città che non riesce a risolvere il problema del randagismo. E non si tratta solo di persone comuni che amano gli animali. Ha fatto sensazione, nella giornata di sabato, un post di un alto dirigente della Regione Sicilia, Salvatore Cocina, che nel suo profilo personale si è scagliato anch’esso contro le autorità comunali e la città, come se non fosse a conoscenza del fatto che il fenomeno randagismo ha rilevanza regionale e occorrono interventi organici, non solo locali.

Per  smorzare il clima pesante scaturito dalla vicenda dei cani randagi uccisi, stanno nel frattempo prendendo corpo alcune manifestazioni pubbliche. Gli animalisti hanno promosso un raduno per domenica 25 febbraio per ribadire, in maniera pacifica (molti di loro da tutta Italia hanno usato toni minacciosi e sono stati denunciati), le loro ragioni in difesa dei cani, ma la manifestazione potrebbe essere preceduta sabato da un'altra iniziativa con cui si tenta di mobilitare l'opinione pubblica cittadina per una svolta culturale.

Il Comune, finito nell'occhio del ciclone per non aver salvaguardato i randagi, ha dal canto suo intensificato l'attività del servizio accalappiacani ed ha provveduto alla bonifica dei luoghi dove sono stati rinvenuti gli animali morti, rimuovendo e smlatendo a sue spese le carcasse attraverso una ditta specializzata. Nelle giornate di domenica e lunedì nella stessa zona sono stati catturati dieci randagi, tutti trasferiti in un rifugio di Santa Margherita Belice.

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