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Trapani, accoltella alla gola rivale al bar: «Spero che muoia»

I carabinieri hanno fermato per tentato omicidio un 22enne che dopo un alterco ha sferrato un fendente ad un altro giovane. Davanti ai militari che lo hanno arrestato non ha mostrato alcun pentimento ma anzi ha detto di augurare la morte del ferito

Trapani, accoltella alla gola rivale al bar: «Spero che muoia»

Un ragazzo di venti anni, Alessio Volsi, è stato fermato all’alba di oggi con l’accusa di tentato omicidio. E’ accaduto a Trapani, dove i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Trapani hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto il ragazzo, già noto alle forze dell’ordine.

Nella notte è arrivata una telefonata alla Centrale Operativa di Trapani in cui alcuni giovani hanno segnalato all’esterno di un bar un accoltellamento fra due giovani, uno dei quali, avuta la peggio, aveva una profonda ferita alla gola vistosamente sanguinante. Intervenute tempestivamente le Gazzelle dell’Arma che hanno raccolto immediatamente fondamentali indizi circa i fatti commessi tramite le testimonianze dei presenti, analizzando, contestualmente, i filmati delle telecamere di sicurezza dell’esercizio commerciale.

"Dalla visione delle immagini riprese si è appurato che Volsi, subito riconosciuto nel video dagli operanti, aveva dapprima una discussione con un giovane non identificato fuori dal locale, e successivamente, alzatosi da un tavolino dove era seduto, si intrometteva nella discussione Fabio D’Aguanno, altro giovane trapanese con numerosi precedenti di Polizia, che - dicono i Carabinieri - verosimilmente, per interrompere l’alterco in corso, ha proferito qualcosa nei confronti di Li Volsi, tanto da far scaturire una feroce reazione di quest’ultimo che si scagliava contro il D’Aguanno colpendolo con un’arma da taglio al collo, tanto che, dalle immagini, appariva evidente che il malcapitato sanguinava vistosamente dalla parte sinistra del collo tamponata con una mano.

Questa mattina, Li Volsi è stato rintracciato rintracciato e bloccato dai militari dell’Arma. Il ragazzo, messo a conoscenza della gravità delle condizioni del suo rivale, non ha mostrato alcun cenno di pentimento, anzi continuava a proferire parole di disprezzo augurando al malcapitato la morte. Nel frattempo è stato acquisito il referto medico redatto sulla vittima dal quale si evinceva in modo chiaro ed inequivocabile che lo stesso era stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico finalizzato ad intervenire sulle gravissime ferite provocategli dall’arma da taglio.  

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