WHATSAPP: 349 88 18 870

Referendum, Boschi: non è il congresso del Pd, spero Sì di tutti

E' il giorno di Maria Elena, ministro delle Riforme, a Catania per partecipare alla festa dell'Unità e per aprire Classe Dem, la scuola di politica del Pd

Referendum, Boschi: non è il congresso del Pd, spero Sì di tutti

Maria Elena Boschi ministro delle Riforme

CATANIA - «Il referendum non anticipa il congresso Pd, è una scelta per il futuro del Paese. Per il  congresso c'è tempo dopo, ci confronteremo su posizioni diverse  allora. Ora si vota sulla Costituzione». Così risponde Maria Elena Boschi ai giovani di Classe Dem, che criticano chi nel Pd  minaccia di votare No. «Mi auguro che alla fine possano votare e impegnarsi per il Sì i parlamentari Pd che adesso sembrano avere perplessità anche perché abbiamo fatto un lavoro non facile che ci ha portato a votare in modo unitario in Parlamento». Il ministro per le riforme è a Catania per prendere parte alla Festa dell'Unità in via di conclusione.

«Chi dice che le riforme non servono al Paese, perché c'è bisogno di lavoro, fa un errore di valutazione perché lo sviluppo passa anche dalle riforme» - ha aggiunto il ministro-.
«Non possiamo permetterci che accada quello che è successo nel Regno Unito, che qualcuno il giorno dopo dica "non avevo capito cosa sarebbe successo". Cerchiamo di capirlo prima», aggiunge il ministro, invitando alla conoscenza del quesito e del testo della riforma.

«Dopo due anni di lavoro in Parlamento, tutto ricomincia daccapo, perché il Sì o il No al referendum è decisivo. Le prossime settimane saranno le più faticose ma anche le più belle. E’ un’occasione straordinaria decidere tutti insieme il futuro del nostro Paese. E’ anche una responsabilità enorme ma credo che la bellezza sia sentirsi tutti protagonisti, tutti padri e madri costituenti» , ha sostenuto ancora il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi invitando alla mobilitazione e all’impegno da volontari nella campagna referendaria, gli studenti di Classe Dem.

«Nei prossimi mesi rinunciamo alla palestra, a qualche cena e a qualche cinema - i film li rivedremo poi, in dvd - e andiamo nelle piazze, e poi quando arriverà il freddo in luoghi chiusi, a fare campagna per il Sì», dice il ministro. «Faremo anche una indagine, dopo il referendum tra i comitati per vedere quante coppie saranno nate e quante si saranno lasciate, quanti figli poi nasceranno. Non è una campagna sulla maternità e la fertilità...è per dire che può succedere anche questo», scherza Boschi. 

«Dire No alla riforma vuol dire no al cambiamento e restare come siamo oggi. Dire Sì vuol dire provare a cambiare il nostro paese davvero, voltare pagina, fare un passo in avanti. Quando qualcuno sostiene che con la riforma mettiamo in discussione i principi fondamentali della Repubblica dice una bugia, perché non cambia la prima parte ma solo la seconda che riguarda l’organizzazione dello Stato». 
«Il punto di partenza fondamentale è leggere il quesito. Perché basta leggerla la riforma, per poter dire, su tante cose che vengono criticate, che semplicemente non è vero. Quando ci viene detto che è una riforma autoritaria perché cambia i poteri del presidente del Consiglio, rispondiamo: aggiorna la pagina web, quella era la riforma del 2005. Oggi non si cambia niente», sottolinea Boschi.


«E' legittimo votare No, ma bisogna essere consapevoli almeno di quello a cui sta rinunciando bloccando una riforma che fa fare un passo avanti al Paese. Si può sempre fare meglio ma non è che per fare meglio, meglio niente. A chi, come M5s e altri partiti in Parlamento, dice che bisogna dimezzare i parlamentari, rispondiamo che dicono una bugia perché con la riforma i parlamentari si riducono, con il No si lasciano le cose come sono», afferma il ministro.  Nella fase di attuazione della riforma costituzionale, in caso di vittoria al referendum, «prioritario sarà il tema della legge elettorale per il nuovo Senato. Perché una volta che vincerà il Sì, come credo, è importante che possiamo avere una nuova legge per il Senato».

Il ministro Boschi aveva precedente visitato, sempre a Catania, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare - Laboratorio Nazionale del Sud .«Siete una eccellenza italiana. Grazie per il lavoro che fate qui, che dà lustro a tutto il nostro Paese». Il ministro si è fermata a parlare, a quanto si è appreso, con chi lavora nella struttura. 

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Il giornale di oggi

Sfoglia

Abbonati

I VIDEO

nome_sezione

EVENTI

Sicilians

GOSSIP

Qua la zampa