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Dopo quattro secoli l'«Ecce Homo» di Caravaggio torna in Sicilia: sarà a Taormina

Resterà esposto a Palazzo Corvaja. L'assessore Barbagallo: «Non è stato facile averlo, ma grazie anche al G7 mostreremo al mondo la storia della Sicilia»

Dopo quattro secoli l'«Ecce Homo» di Caravaggio torna in Sicilia: sarà a Taormina

Taormina (Messina) -  Tornerà in Sicilia dopo quasi quattro secoli. Arriverà sotto scorta nella giornata di oggi e da stasera, dopo la presentazione ufficiale e nell’ambito della mostra «Unescosites Italian Heritage and Arts», sarà esposto a palazzo Corvaja. L’«Ecce homo» di Caravaggio, opera di valore inestimabile, che l’artista ha realizzato nel periodo cosiddetto «siciliano», rientra in uno scambio istituzionale di particolare rilievo che ha avuto come protagonisti i musei civici di Genova (che hanno concesso il trasferimento dell’opera a Taormina) e l’assessorato regionale siciliano alla Turismo.

«Non è stato facile riportare questo Caravaggio in Sicilia dopo quasi quattrocento anni - ha commentato l’assessore regionale al Turismo Anthony Barbagallo - ma, grazie anche alla straordinaria vetrina del G7, potremo mostrare al mondo la storia e la cultura della Sicilia. E’ stato necessario un importante lavoro di squadra e per questo ringrazio per la collaborazione il collega, assessore regionale alla Cultura, Vermiglio». «Noi - ha aggiunto l’assessore Barbagallo - abbiamo il dovere di sfruttare al massimo la vetrina mondiale che il G7 offre alla Sicilia. Ma dobbiamo anche sapere capitalizzare quanto fatto e guardare oltre i due giorni del summit. Per questo l’opera del Caravaggio resterà esposta a Taormina fino a fine luglio e rappresenterà un valore aggiunto all’offerta turistica che, siamo certi, richiamerà migliaia di turisti da tutto il mondo».

E se questo dell’assessore Barbagallo può apparire come un semplice auspicio, i primi dati del flusso della stagione turistica confermano invece un concreto e importante incremento delle presenze.

«Nel ponte di Pasqua e in quello del primo maggio - spiega Italo Mennella, presidente dell’associazione albergatori di Taormina - abbiamo registrato un incremento tra il 15 e il 20%. Giugno è già sold out, luglio sta andando abbastanza bene e per settembre alcuni hotel stanno già per chiudere le vendite: e questi dati non riguardano solo Taormina ma anche Giardini e Letojanni».

Nonostante questo, però, nella scorse settimane in molti avevano temuto che il G7, almeno per due settimane, potesse paralizzare l’attività degli albergatori causando perdite di clientela e di fatturato. La replica del presidente Mennella è secca: «Il G7 non solo non porterà problemi ma darà alla Sicilia e al nostro comprensorio un ritorno di immagine dal valore inestimabile. Ogni giorno il nome di Taormina è su tutti i Tg del mondo e già da mesi di Taormina si parla sulla stampa internazionale. Certo, avremo anche dei disagi, specie nei giorni del summit, ma sarà un sacrificio che nel tempo sarà ben ripagato».

In realtà il G7 impatterà su Taormina in due fasi: la prima, crescente e già in corso, caratterizzata dal progressivo arrivo degli uomini delle forze dell’ordine (alla fine oltre 9 mila) che occuperanno fino a saturarli gli hotel fuori dalla «zona rossa» e quelli di Castelmola, Giardini e Letojanni; la seconda che prevede l’arrivo delle delegazioni e il blocco totale dell’ospitalità per gli hotel della «zona rossa» dal 22 al 27 maggio. Ciò significa che il 21 sera tutti gli ospiti dovranno lasciare gli hotel per permettere le operazioni di bonifica e di controllo prima dell’arrivo delle delegazioni ufficiali.

Per l’ospitalità delle forze dell’ordine (agenti, carabinieri, finanzieri, vigili del fuoco e corpi speciali) gli albergatori hanno firmato una convenzione col governo, che prevede il pernottamento e un pasto, applicando tariffe mediamente più basse di quelle stagionali e l’operazione ha interessato praticamente tutte le strutture del territorio taorminese compreso Castelmola.

Per quanto riguarda, invece, l’ospitalità delle delegazioni la questione è più complessa e più delicata. In linea di massima sono già state definite le sistemazioni dei big. Il presidente Usa Donald Trump e il suo staff ristretto saranno ospiti di «casa Turchetti» all’interno dell’hotel Timeo che ospiterà anche i vertici della delegazione italiana. La cancelliera Angela Merkel e il neoeletto presidente della repubblica francese (che a Taormina dovrebbe fare la sua prima uscita ufficiale) saranno ospiti del San Domenico, dove si terranno anche gli incontri ristretti dei Sette. A ciascuna delle venti delegazioni che parteciperanno al vertice sono stati assegnati degli hotel: «All’inizio - ha spiegato l’ambasciatore Alessandro Modiano, capo della tasck force italiana del G7 - avevamo pensato di sistemare ogni delegazioni in un solo albergo ma le richieste che abbiamo avuto ci hanno consigliato maggiore elasticità». Dunque le uniche assegnazioni certe sono quelle dei vip, per le delegazioni solo indicazioni di massima e la possibilità di cambiare sistemazione. A cascata, in ordine di importanza, le ultime sistemazioni saranno non solo fuori dalla «zona rossa» e da quella «grigia» ma riguarderanno anche gli hotel a due stelle e i bed and breakfasts.

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