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A Savoca la Sicilia in miniatura è racchiusa nel Parco artistico-culturale "Kontiland"

I monumenti e i siti più noti dell'isola sono stati riprodotti, dopo quindici anni di lavoro, in un'area vicina alla chiesa di Santa Rosalia. A realizzarli, Giuseppe Lo Conti, un cittadino di Santa Teresa

A Savoca la Sicilia in miniatura è racchiusa nel Parco artistico-culturale "Kontiland"

Savoca (Messina) - Quindici anni di lavoro, tanti sacrifici e la soddisfazione di vedere realizzato un sogno. Quando nel 2002 Giuseppe Lo Conti, 55enne di Antillo ma da tempo residente a Santa Teresa, realizzò la prima opera, aveva già in mente di dare vita a qualcosa di straordinario. Oggi quel progetto è realtà e si è concretizzato in “Kontiland”, un Parco artistico-culturale con i monumenti simbolo della Sicilia in miniatura, sorto nella frazione savocese di Rina, alle spalle della chiesa di Santa Rosalia. Su un terreno di un ettaro suddiviso in terrazzamenti, Lo Conti ha costruito con gli stessi materiali dei monumenti originari 20 miniature in scala da 1:20 a 1:50, dislocate nell’esatta posizione geografica su una Sicilia rappresentata sul terreno e delimitata con un perimetro in pietra. Dalla Val Demone, alla Val di Erice fino alla Valle di Noto, lungo il percorso da ieri mattina è possibile ammirare in rapida successione il Teatro Antico di Taormina, l’Abbazia dei Santi Pietro e Paolo d’Agrò di Casalvecchio, il Duomo di Messina, il Partenone di Agrigento, il Castello Ursino di Catania, il Giardino Ibleo di Ragusa, il Chiostro di San Giovanni degli Eremiti a Palermo e tanti altri “pezzi” d’arte dell’Isola, tutti descritti con indicazioni in italiano e inglese. «Ho iniziato nel 2002 costruendo il Duomo di Messina, esposto poi a Savoca nell’estate 2004 con altri due pezzi - spiega Lo Conti - e arrivarono a offrirmi fino a 12mila euro per acquistarlo. Ma ho detto no e ho continuato spinto da una grande passione. Il mio lavoro si è svolto consultando mappe catastali, fotografie e poi recandomi direttamente sui luoghi per verificare le misure, per riprodurre le strutture nella scala corretta».

“Kontiland” ha preso così forma e dopo l’inaugurazione di venerdì, «a cui hanno partecipato inaspettatamente molte persone», si candida a divenire un Parco culturale visitabile anche dai turisti. Ieri mattina sono giunte già le prime telefonate da parte di operatori del settore accoglienza interessati a conoscere il sito e Giuseppe Lo Conti si sta attrezzando per non farsi trovare impreparato, partendo da una brochure informativa. «Il progetto completo prevede 32 miniature - prosegue - e punto a realizzare un impianto di illuminazione, in modo da consentire le visite notturne durante l’estate, oltre ad abbellire i terrazzamenti con prati e piante e installare una segnaletica che consenta di orientarsi per ammirare nel giusto modo tutte le opere». Tutti lavori che l’ingegnoso antillese ha realizzato senza alcun finanziamento pubblico, ma con i propri fondi e con l’aiuto di alcuni soci.

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