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Nasi 'bionici': a Teramo secondo laboratorio al mondo su olfatto del cane

Esperti internazionali si sono incontrati sull'impiego del cane nelle scienze forensi

Nasi 'bionici': a Teramo secondo laboratorio al mondo su olfatto del cane

Roma - "Nei neuroni olfattivi l'uomo ha 10 ciglia, il cane 100; nel cane abbiamo mille geni che codificano recettori per gli odori, nell'uomo 400". Anche solo questi numeri "possono dare un'idea della sensibilità dei nasi canini", dotati di un super-olfatto: una sorta di 'naso bionico' "in grado di individuare le tracce lasciate sulla scena di un crimine, ma anche da persone disperse, esche avvelenate, o addirittura dalla presenza di un tumore". Lo spiega all'AdnKronos Salute Andrea Mazzatenta del Dipartimento di Neuroscienze, Imaging e Scienze cliniche dell'Università di Chieti-Pescara, e docente di Psicobiologia e Psicologia animale della Facoltà di Medicina veterinaria Università di Teramo. Proprio a Teramo "c'è il secondo Laboratorio al mondo sull'olfatto del cane, dopo quello della Columbia University a New York".

Il Dog Olfactory & Cognition Laboratory (Doc Lab) si occupa di ricerca sulle capacità olfattive dei cani, ma anche di didattica, con ricadute sul territorio. "E' il caso di una certificazione nazionale sui cani salvavita per la Protezione civile. Il nostro Laboratorio - racconta Mazzatenta - sta attivando collaborazioni con la Scuola nazionale dei Vigili del fuoco di Volpiano (Torino), con i Carabinieri, il Cemivet di Grosseto, ma anche con la Polizia e i Carabinieri forestali. Oggi sappiamo che tutti i cani sono 'molecolari', basti pensare ai cani da tartufo. Sappiamo che le loro capacità olfattive cambiano con l'età e si riducono negli esemplari meno giovani, e che molte razze opportunamente addestrate possono ottenere risultati eccezionali".

L'impiego del cane nelle scienze forensi è stato al centro di un incontro che si è svolto nei giorni scorsi all'Università degli Studi di Teramo (Facoltà di Veterinaria), e a cui hanno partecipato anche esperti internazionali. 

"Vogliamo portare in Italia l'odorologia forense - conclude Mazzatenta - una disciplina nata in Germania e poi arrivata in Argentina. L'odore di una persona resta sulla scena del crimine, lascia una traccia, che un cane può percepire e rilevare".

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