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Web, App e Rete: così la tecnologia allunga la vita dei malati oncologici

Grazie ad un sistema che monitora i sintomi, cinque mesi in più di sopravvivenza

Web, App e Rete allunga la vita dei malati oncologici

CHICAGO - Internet, app e tecnologia possono diventare delle alleate preziose per i malati oncologici, migliorandone l’esistenza ma anche allungandone letteralmente la vita. Una sorta di 'nuove curè a tutti gli effetti delle quali si sta iniziando a studiare l’efficacia con ricerche ad hoc. Tanto che proprio la tecnologia ed i social media diventano protagonisti del Congresso della Società americana di oncologia clinica (Asco), il più grande appuntamento del settore a livello mondiale, con intere sessioni dedicate a questo argomento.

 

Non solo, dunque, farmaci e terapie di ultima generazione: tanti sono gli esempi di 'tecnologia contro il cancro' che arrivano dall’Asco 2017, a partire dall’interesse suscitato da un innovativo sistema basato sul web e che consente ai pazienti di auto-segnalare i sintomi legati alla malattia e alla chemioterapia in tempo reale, attivando un allarme via mail ai medici in caso di necessità. Un sistema che ha aiutato i pazienti a vivere più a lungo, con una maggiore sopravvivenza di ben 5 mesi. Lo studio ha riguardato 766 pazienti, dimostrando come un semplice intervento può avere enormi benefici. I pazienti con cancro metastatico che hanno utilizzato tale strumento hanno, infatti, avuto una sopravvivenza maggiore di 5 mesi rispetto a coloro che non utilizzavano il sistema.

 

Lo studio, della University of North Carolina, è stato presentato in sessione plenaria e verrà pubblicato sul Journal of the American medical association (Jama). I pazienti che ricevono la chemio, spiega il primo autore, Ethan Basch, «spesso hanno sintomi severi, ma la metà delle volte i medici non ne sono consapevoli. Questo sistema è inoltre associato ad un minor numero di visite di emergenza ed ospedalizzazione e ad una maggiore tolleranza della chemio». Il «miglioramento che abbiamo visto in termini di sopravvivenza - evidenzia Basch - può sembrare modesto, eppure è maggiore dell’effetto di molti farmaci per i tumori metastatici».

 

Protagonista anche la Mobile-Health, con un’intera sessione dedicata agli studi sulle nuove app che puntano a migliorare la cura dei pazienti. tra le tante, è stata presentata 'Strength Through insight', un’app messa a punto dalla Thomas Jefferson University: chiede ai pazienti con tumore della prostata di compilare dei questionari su sintomi e terapie, per un maggiore monitoraggio.

 

Sotto i riflettori pure il ruolo dei social media Facebook e Twitter, come nel caso del progetto 'Metastatic breast cancer project' sul tumore al seno che, promosso dall’Università di Harvard, consente ai pazienti in collegamento nei gruppi social di condividere campioni clinici.

 

Ed ancora: grande interesse ha suscitato pure un progetto di intervento per mezzo di Twitter per la cessazione dell’abitudine al fumo, chiamato 'Tweet2quit' e promosso dallo Stanford prevention research center. Altri sistemi tecnologici sono invece più mirati al trattamento, come 'PatientsLikeMe', un sito web che i pazienti possono usare per comunicare tra loro circa opzioni terapeutiche ed effetti collaterali delle cure. Tecnologia e web, commenta il presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) Carmine Pinto, «svolgono, in questo caso, una funzione centrale a sostegno del malato, e per la prima volta tali metodologie vengono validate da studi scientifici». 

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