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Omicidio a Partinico nel 2009, due arresti a Trapani: la pista porta a Matteo Messina Denaro

Come mandante del delitto fu arrestato, nel 2015, Giovanni Domenico Scimonelli, imprenditore fedelissimo del boss latitante

Omicidio a Partanna nel 2009, due arresti a Trapani: la pista porta a Matteo Messina Denaro

PALERMO - I carabinieri del Comando Provinciale di Trapani e gli agenti delle Questure di Trapani e Palermo, con il supporto del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e del ROS, coordinati dalla DDA di Palermo, hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di due persone accusate dell’omicidio di Salvatore Lombardo, avvenuto a Partinico (Trapani), il 21 maggio 2009. Si tratta degli ultimi due killer dell'uomo che ancora dovevano essere individuati, mentre altri due erano già stati arrestati nel 2015. Oggi in manette sono finiti Giuseppe Genna, 57 anni, Rosario Scalia, 42 anni.

GUARDA IL VIDEO CON LA RICOSTRUZIONE DEL DELITTO

I particolari dell’indagine saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle 12 al palazzo di giustizia di Palermo. Sarà presente il procuratore aggiunto Paolo Guido. Come mandante del delitto fu arrestato, nel 2015, Giovanni Domenico Scimonelli, imprenditore di Partanna, fedelissimo del boss latitante Matteo Messina Denaro, mentre con l’accusa di essere i sicari, finirono in cella Nicolò Nicolosi e Attilio Fogazza.

Secondo gli inquirenti, la vittima sarebbe stata «punita» per aver organizzato il furto di un furgone carico di merce di proprietà di Scimonelli. Titolare di un supermercato a Partanna, Scimonelli aveva un ufficio nel cuore di Milano. Sospetti, per gli inquirenti, i suoi frequenti viaggi in Svizzera, dove la «primula rossa» di Castelvetrano potrebbe nascondere i suoi tesori. Il Tribunale di Trapani gli ha sequestrato beni per 3 milioni di euro.

Scimonelli sta scontando in carcere una condanna a 17 anni per associazione mafiosa. Per gli inquirenti sarebbe uno dei più fidati «postini» di Messina Denaro. Legato alla mafia di Partanna, per consegnare i «pizzini» al boss latitante, avrebbe utilizzato una bambina di 5 anni, figlia del pentito Attilio Fogazza.

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