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Caltanissetta, scuola, niente servizi per i disabili

Sit-in di protesta davanti la prefettura. La manifestazione è stata annunciata dall'Anffas

Caltanissetta, scuola, niente servizi per i disabili

Procuratore aggiunto Palermo, notizie indirette nessun riscontro

(ANSA) - PALERMO, 13 SET - «Alcuni migranti che non possono pagarsi il costo del viaggio dal Nord Africa all’Europa subirebbero espianti di organi poi destinati al mercato nero, dove vengono venduti per circa 15 mila dollari. Qualcuno verrebbe addirittura ucciso. La base di questi traffici sarebbe in Egitto. Questo è quanto ha dichiarato un collaborante ritenuto affidabile, riferendo informazioni apprese da alcuni trafficanti». Lo ha detto a «Voci del mattino», su Radio 1, il procuratore aggiunto di Palermo Maurizio Scalia rivelando un presunto traffico d’organi di cui sarebbero vittime i migranti. "E' una notizia - ha aggiunto - sulla quale, però, non possiamo ottenere riscontri; anzitutto perché si tratta di dichiarazioni indirette e poi perché si tratterebbe comunque di reati avvenuti all’estero ai danni di cittadini stranieri».

«Per la maggior parte - ha proseguito Scalia - si tratta di migranti che vengono dai Paesi sub-sahariani e, una volta arrivati in Libia, sono oggetto delle attenzioni di queste organizzazioni criminal. Va precisato che noi possiamo anche intervenire in fattispecie di reato commesse all’estero su cittadini stranieri ma soltanto se l’indagato o gli indagati si trovano in quel momento in Italia. Questo talvolta è accaduto e abbiamo proceduto per traffico di esseri umani o anche per omicidio».

«Certo - ha concluso Scalia - l’accelerazione delle proposte di legge relative a un inasprimento del reato di traffico di esseri umani o di espianto di organi su viventi sarebbe auspicabile, così come una più proficua collaborazione fra le procure degli Stati dove questi fatti potrebbero verificarsi».(ANSA).

Si spalancano i cancelli delle scuole, per l’avvio ufficiale delle attività didattiche. Domani (anche se in alcuni plessi le lezioni sono cominciate tra ieri e oggi), le classi torneranno ad accogliere gli studenti di ogni ordine e grado.

C’è, tuttavia, chi rischia di dover rimanere a casa. Si tratta degli alunni diversamente abili: il presidente della sezione provinciale dell’Anffas (Associazione nazionale Famiglie di Persone con disabilità intellettiva e/o relazionale), nonché vicepresidente regionale, Maurizio Nicosia, lamenta come, nell’ambito dell’ex Provincia regionale (oggi Libero Consorzio dei Comuni), non siano ancora state indicate le modalità di avvio di servizi indispensabili, quali quello trasporto casa-scuola-casa, assistenza igienico-personale ed assistenza alla comunicazione.

Ecco perché l’Anffas annuncia per domattina, alle ore 9.30 in via Regina Margherita, un sit-in di rimostranza dinanzi alla Prefettura. Rammarico viene espresso dal presidente Nicosia, il quale fa rilevare come sarebbe stata utile un’apposita programmazione del servizi per gli alunni disabili: “Alcune scuole hanno iniziato le attività, il grosso dei plessi riaprirà domani. Ad oggi, però, non si sa se verranno avviati i servizi di trasporto, assistenza igienico-personale ed alla comunicazione. In molti casi, le gare per l’affidamento sono state espletate, ma non è stata indicata la modalità di espletamento dei servizi. Si presume, quindi, che essi non partiranno il 14 settembre. Eppure si sono avuti a disposizione quattro mesi di tempo per pianificare: già a maggio mi ero rivolto al commissario dell’ex Provincia. Per non parlare, poi, di un’altra questione, quella relativa agli insegnanti di sostegno, che per alcune scuole è prioritaria. Alla luce di tutto ciò, l’invito che si rivolge ai genitori degli alunni coinvolti è quello di partecipare al sit-in che si svolgerà dinanzi al palazzo delle Prefettura. Sarà una forma di rimostranza per esprimere una certa rabbia: chiederemo un incontro al Prefetto per chiedere che, come al solito, intervenga per sbloccare la situazione”.

Conclude Maurizio Nicosia: “Nel frattempo, i ragazzi non vanno a scuola, vengono privati dei loro diritti e di servizi obbligatori, che enti locali e scuole devono offrire ai propri alunni. A questo punto, ci dicano che non ne vogliono sapere niente di disabilità”.

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