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Covid, vaccinazioni drive through nelle caserme e nei tendoni mimetici

Di Lorenzo Attianese |

ROMA Grandi tendoni mimetici per l’accoglienza, drive through oppure caserme utilizzati come ambulatori, uomini della Difesa schierati per agevolare gli accessi dei cittadini e – per la logistica – ampi hangar. Cominciano a delinearsi le strategie per accelerare i tempi delle somministrazione del vaccino e, dall’ospedale Baggio di Milano ai drive through, passando per Caserta e Messina, medici e infermieri con le stellette lavorano già come in una catena di montaggio.

Un sistema che il nuovo commissario straordinario per l’emergenza, il generale Francesco Figliuolo, conosce bene e punterà ad estendere laddove sarà richiesto, in particolare in quelle Regioni – come la Calabria e la Sardegna, che sono fanalino di coda nella classifica sull’utilizzo di dosi in base a quelle ricevute. Il neocommissario in queste ore incontrerà per la prima volta i governatori, registrando la situazione e in particolare le criticità che saranno segnalate. La gestione delle emergenze Covid sarà coniugata sul modello della Protezione civile, ovvero territoriale e tempestiva, come è emerso dal primo vertice che Figliuolo ha avuto con il ministro della Salute, Roberto Speranza, il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio e i rappresentanti di Iss, Aifa e Agenas.

Ma, in attesa dell’entrata i campo dei volontari, i primi segni di un cambiamento di passo già ci sono. Al centro vaccinale dell’ospedale Baggio di Milano, è stata allestita dall’esercito la prima struttura-pilota per le inoculazioni delle dosi a persone con difficoltà motorie, che aspettano a bordo delle auto il proprio turno. In accordo con le Asl che ne fanno richiesta, molti dei 142 drive through già allestiti dalle Forze Armate per i tamponi potranno essere riconvertiti in centri vaccinali. A giorni partirà anche quello alla Cecchignola: la citta militare a Roma ha già concluso il suo ‘rodaggiò e dopo aver fatto le prove con gli stessi soldati sarà presto alle prese con gli over 70, pronti a tendere il braccio ai medici, per le iniezioni contro il virus. Il protocollo prevede circa 20 minuti per il tempo complessivo della procedura di vaccinazione: i cittadini arrivano nei drive through presentando la prenotazione. Ad attenderli c’è il personale della Difesa ad un casello per l’accettazione e senza scendere dall’auto il paziente compila i moduli, poi fa la puntura (a seconda della struttura lascia la macchina o resta a bordo) e infine aspetta in un’area parcheggio per verificare eventuali reazioni avverse del siero. Dopo 15 minuti, in mancanza di eventuali problemi, il medico dà il suo ok e si può ripartire per lasciare il Centro immunizzati. Non solo. A Caserta gli insegnanti delle scuole ricevono le dosi nella caserma ‘Ferrari Orsì. L’installazione, allestita in poche settimane nell’area denominata ‘Campo El Alamein’, consentirà di somministrare fino a mille vaccini al giorno attraverso 26 postazioni con 40 medici e infermieri dell’Asl supportati dal personale logistico della Brigata Bersaglieri ‘Garibaldì. Per le persone con disabilità o con mobilità ridotta ci sono spazi e corsie dedicate. E un’altra struttura simile è appena sorta a Messina e così a cascata nei prossimi giorni: la Difesa mette a disposizione le strutture e la Asl si serve degli spazi con l’aiuto dei militari. In generale, l’impiego di personale, che presumibilmente potrà anche essere implementato anche utilizzando almeno in parte dei 300 mila volontari della Protezione Civile, parla di 1.700 militari coordinati dal Comando Operativo Interforze impegnati ogni giorno per le operazioni di trasporto, distribuzione e somministrazione dei vaccini, in particolare dall’hub di Pratica di Mare ai sub hub e poi nei oltre 1.500 centri di vaccinazione.

Inoltre, la Difesa ha già schierato 470 medici e 798 infermieri, operatori sanitari sul fronte dell’emergenza, donne e uomini particolarmente esperti avendo anche l’esperienza maturata in anni di missioni.

Ma l’impegno di tutte le rappresentatività militari italiane coinvolte nella lotta alla pandemia non si ferma al piano vaccini: finora sono stati messi in campo oltre 250 camion e altri mezzi, circa 80 tra aerei ed elicotteri per il trasporto di materiali, di dispositivi di protezione individuale e per il trasferimento di pazienti in biocontenimento.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA