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**Mattarella: una sola legge rinviata a Camere, rilievi su sei testi, basta decreti legge eterogenei** (3)

Di Redazione

Un proposito rimasto lettera morta, con il ripetersi di un modus operandi che rischia di interferire nei poteri del Presidente della Repubblica, che si trova nella condizione di non poter rinviare al Parlamento la legge di conversione, pena la decadenza del decreto legge, ed è quindi letteralmente costretto a dare il via libera a testi che presentano comunque rilevanti anomalie.

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Anche perché, spiega Mattarella richiamando la lettera di Napolitano del febbraio 2011, “il rinvio alle Camere di un disegno di legge di conversione porrebbe in termini del tutto peculiari –alla luce della stessa giurisprudenza della Corte costituzionale– il tema dell'esercizio del potere di reiterazione”, dichiarato incostituzionale dalla Consulta con una sentenza del 1996, dopo che “la decretazione d'urgenza aveva assunto caratteri abnormi, tali da stravolgere i rapporti tra Governo e Parlamento”, come sottolineato dall'attuale Capo dello Stato nel ricordare la figura di Francesco Cossiga. Il quale “inaugurò la prassi dei rinvii di leggi di conversione di decreti”.

Una questione quindi più ampia sul piano degli equilibri costituzionali, nella quale si inserisce quella della emendabilità dei decreti legge, oggetto dei richiami di Mattarella dell'11 settembre 2020 e del 23 luglio di quest'anno, quando gli è stato sottoposto un provvedimento legato all'emergenza Covid, contenente dopo l'esame del Parlamento “393 commi aggiuntivi rispetto ai 479 originari".

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