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Quirinale: D'Alema, 'una donna per il Colle'

Di Redazione

Roma, 26 nov. "Penso che sarebbe una scelta importante se dopo settant'anni di storia repubblicana il Parlamento si mettesse in grado di eleggere una donna al ruolo più alto di garante della democrazia". Lo scrive Massimo D'Alema nell'editoriale del numero di Italianieuropei in edicola dal 10 dicembre, anticipato da HuffPost.

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"Il primo compito di un nuovo capo dello Stato deve essere quello di consolidare la stabilità del governo in carica", osserva D'Alema. Ma "una parte della destra coltiva l'idea di eleggere l'attuale presidente del Consiglio al Quirinale, pagando così un prezzo di 'legittimazione europea', per poi andare allegramente a elezioni" ma, sottolinea l'ex-premier "è evidente che interrompere, o anche soltanto indebolire l'azione del governo in carica sarebbe contrario agli interessi fondamentali del nostro paese" nel pieno del lavoro per la realizzazione del Pnrr e delle riforme necessarie ad ottenere i fondi europei. Piuttosto "l'occasione del governo di unità nazionale" andrebbe anche colta per realizzare anche altre riforme come quella della legge elettorale, anche con un impianto di modifiche costituzionali e dei regolamenti parlamentari.

"Se venticinque anni fa l'esigenza prioritaria era quello dello sblocco della democrazia, oggi il problema è quello di una sua ricostruzione a partire dalla necessità di ritessere un rapporto forte tra cittadini e istituzioni (...) per questo io sono favorevole ad una adozione di una legge elettorale sul modello tedesco, con una soglia adeguata di sbarramento contro la frantumazione, e con meccanismi (collegi o preferenze) che consentano la scelta del rappresentante dal parte del rappresentato. Penso anche che un accordo politico consentirebbe di introdurre il principio costituzionale della sfiducia costruttiva che può rappresentare un argine all'instabilità".

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