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Coronavirus, lo sfogo di un medico in prima linea a Catania che parla in anonimato

Di Giuseppe Bonaccorsi |

Catania – Dottore scusi, come va nel suo reparto?

Il medico di un reparto in prima linea in un ospedale cittadino risponde dall’altro capo del telefono, ma solo dopo avere avuto la garanzia che manterrà l’anonimato perché la direzione generale ha disposto che le informazioni devono venire dai comunicati ufficiali concordati con la Regione…«Non va tanto bene…», dice secco.

Perché? Eppure i casi finora non sono tanti…

«Io mi riferisco alle mascherine idonee e ogni giorno i miei superiori è come se debbano fare una battaglia per ottenerle. Purtroppo soono pochissime».

L’assessore regionale Razza ha annunciato che da ieri una ditta ennese ne produrrà 5mila al giorno…

«Siamo contenti di ciò, ma a noi non urgono domani, già servivano ieri.. Noi viviamo ogni giorno l’allarme sulla nostra pelle e le mascherine sono contatissime, sia le idonee, ma anche quelle chirurgiche…».

Non avete neanche quelle tradizionali?

«Le mascherine sono pochissime, tutte. E, vede, quando arriva un paziente sospetto noi indossiamo al soggetto una mascherina per evitare che la sua carica virale con la tosse possa colpire gli operatori che devono soccorrerla. Ora se già adesso le abbiamo contate, domani – speriamo mai – se dovesse arrivare il picco di contagi come faremo? Non riusciremo a farcela e molti di noi rischieranno di ammalarsi e di dovere andare a casa e la situazione peggiorerebbe».

Quindi al momento siete più in emergenza di supporti di protezione…

«Precisamente. Speriamo che la Regione faccia in fretta perché, ripeto, la tensione è palpabile e senza supporti protettivi rischiamo anche di non essere lucidi come vogliamo essere per aiutare gli altri. Certo capiamo l’emergenza che sta vivendo il nostro paese ma i dati parlano al nord dell’8% di operatori sanitari e infermieri contagiati. Cosa accadrà qui? Per questo, insisto, spero che facciano davvero in fretta…».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA