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Processo centauri

La guerra di mafia a Librino, cinque condanne e sei assoluzioni

La sentenza del processo Centauri scaturito dallo scontro tra i clan in viale Grimaldi

Di Laura Distefano |

Erano le 14,31 in punto quando la presidente Maria Pia Urso ha cominciato a leggere il dispositivo che ha chiuso il lungo e pieno di colpi di scena dibattimento del processo Centauri, l’inchiesta che ha svelato i nomi e i cognomi dei partecipanti allo scontro armato tra Cursoti milanesi e Cappello avvenuto l’8 agosto 2020. Alla fine le condanne sono cinque. La Corte d’Assise ha inflitto 20 anni a Carmelo Di Stefano e Roberto Campisi. Una pena che arriva dall’esclusione dal reato di omicidio dell’aggravante dei futili motivi, che ha bloccato l’accesso al giudizio abbreviato che i difensori avevano chiesto in fase di udienza preliminare. Eliminato l’ostacolo, il collegio ha quindi applicato lo sconto di un terzo previsto dal rito alternativo arrivando alla condanna comminata. I giudici hanno inflitto una pena di 10 anni e 8 mesi per i tre pentiti, Carmelo Sanfilippo (già nel programma pochi giorni dopo la sparatoria), Michael Sanfilippo e Davide Agatino Scuderi. Per i tre riconosciuta l’attenuante della collaborazione con la giustizia. Assolti Angelo Condorelli, Emilio Cangemi, Giovanni Nicolosi e Rosario Viglianesi. I parenti degli ultimi due imputati, presenti in aula Famà, non hanno trattenuto urla e lacrime quando hanno sentito la parola «assolto».Nello scontro tra clan morirono Luciano D’Alessandro ed Enzo Scalia, entrambi cappelloti. Il processo ha cristallizzato un momento di violenza tra i due clan – il fronte dei cappelloti è stato condannato in abbreviato e sta affrontando l’appello – che nelle strade catanesi non si vedeva forse da decenni. Per un giorno la città ha fatto un salto nel passato e precisamente alla mattanza degli anni Novanta. Un aspetto che il procuratore aggiunto Ignazio Fonzo (che ha rappresentato l’accusa in questo processo assieme al pm Alessandro Sorrentino) ha evidenziato in modo analitico nella requisitoria.Le motivazioni della sentenza, come si legge nelle quattro pagine del dispositivo, arriveranno tra 90 giorni. Assolto anche Salvatore Chisari, difeso dall’avvocato Antonino Salvo. La posizione era stata stralciata dall’abbreviato ed è stata riunita ieri.Non possono che essere soddisfatti gli avvocati dei cinque assolti: Enzo Merlino, Vito Vitali, Salvatore Centorbi, Giuseppe Caruso ed Andrea Gianninò. Quest’ultimo dichiara: «Non posso che esprimere soddisfazione per la sentenza di non colpevolezza emessa dalla Corte d’Assise, abbiamo sempre sostenuto nel dibattimento che non ci fossero elementi per poter arrivare a un verdetto di colpevolezza nei confronti di Nicolosi. Una valutazione che è stata accolta anche dal collegio». Caruso per Tricomi esprime sollievo per il suo assistito, che alla fine ha deciso di non ritornare in Tribunale dopo la camera di consiglio durata tre ore e dieci minuti. Cauto il commento degli avvocati Mario Brancato e Giuseppe Grasso, difensori di Carmelo Di Stefano. «Siamo parzialmente soddisfatti della sentenza, soprattutto per la valutazione in punto di diritto – dicono – che ha portato alla esclusione dell’aggravate dei motivi abietti. Leggeremo le motivazioni ed impegneremo la sentenza per una migliore definizione specie in punto di responsabilità e di ruolo».Insomma, gli ingredienti per un secondo capitolo processuale ci sono tutti. E resta aperta pure l’ipotesi di una possibile impugnazione da parte della procura dopo la lettura delle motivazioni.

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