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Meridi, niente piano di rientro Pulvirenti: «Vi spiego perché»

Di Vittorio Romano |

Catania – Il piano di ristrutturazione dei debiti che Meridi avrebbe dovuto presentare oggi ai creditori nell’udienza dinnanzi al giudice del Tribunale fallimentare di Catania non c’è (come abbiamo anticipato ieri su queste pagine) «perché ci abbiamo rinunciato, decidendo invece di presentare domanda di ammissione all’amministrazione controllata». La notizia ce la dà direttamente il patron del Catania Calcio, Nino Pulvirenti, che abbiamo incontrato ieri pomeriggio. L’udienza di oggi serviva alla società Meridi «per prendersi i 60/120 giorni di tempo previsti dalla legge per poter fare le trattative con i creditori. E invece – dice Pulvirenti – abbiamo deciso di dare un taglio netto e presentare un’istanza che, se accolta, consentirà alla pugliese Apulia di condurre la trattativa direttamente con l’amministratore giudiziario. Né con noi, dunque, né coi sindacati. In questo modo tutti i lavoratori di Fortè saranno tutelati al 100 per cento. Di solito in una trattativa sindacale come quella nostra con Apulia succede che ci si siede attorno a un tavolo e ai lavoratori vengono chiesti sacrifici e rinunce. I sindacati non sono d’accordo e si inizia un percorso di negoziato. Nell’amministrazione controllata il lavoratore invece si vede garantito tutto quello che ha maturato fino a oggi».

I sindacati non confederati avevano chiesto con una pec delucidazioni alla società pugliese e questa aveva risposto che si sarebbe ritirata dalla trattativa mirata ad acquisire una grossa fetta dei supermercati Fortè. «Ma questo rientra nella normale dialettica fra le parti – spiega Pulvirenti -. Tant’è che in una successiva pec Apulia ha informato che sarebbe stata presente all’udienza del 16 dicembre (oggi, ndr.). Questo per dire che la trattativa col gruppo Apulia è aperta ma la porterà avanti il commissario del Tribunale. Tutelando, così, tutti i lavoratori, sia quelli che passeranno con Apulia, sia quelli che non ci passeranno. Se non avessimo fatto questa scelta e avessimo presentato il piano di rientro ai creditori, il rischio sarebbe stato il fallimento. L’amministrazione controllata, invece, da un lato garantisce la tutela dei posti di lavoro, dall’altro il recupero del patrimonio aziendale. Noi dunque ci spogliamo di fatto della società, che sarà gestita dalla persona indicata dallo Stato. Almeno è questo quello che ci auguriamo, perché l’azienda ha tutti i requisiti per essere ammessa all’amministrazione controllata. Un’amministrazione che per legge ha la durata di due anni, al termine dei quali sarà il commissario a decidere se vuole vendere o se proseguire nel piano di risanamento. La strada che intendiamo aprire dunque è quanto mai lineare, e non ci possono essere dubbi di sorta sulla meta che vogliamo raggiungere».

Il patron Pulvirenti parla anche del debito di 2 milioni di euro che il Catania Calcio ha nei confronti di Meridi. «Allora, vorrei chiarire un aspetto fondamentale. Meridi è in parte proprietaria del Catania. Quindi non è che si tratta di un credito vero e proprio. Meridi ha trasformato nel tempo i crediti in capitale. Nel momento in cui il Catania sarà venduto, Meridi riceverà una parte della vendita che servirà a soddisfare i creditori. Insomma, la società ha tutto l’interesse a tenere in piedi il Calcio Catania, perché ne è in parte proprietaria». Pulvirenti ci tiene a spiegare i motivi che hanno portato Meridi alla crisi, e dice di voler fare «un passo indietro. Credo che la società sia il quinto gruppo siciliano della grande distribuzione organizzata che negli ultimi due anni ha avuto delle difficoltà enormi: il primo se non ricordo male è stato Bonina, seguito a ruota da Cambria, da Capone, da Gicap, da Abate e ora da noi. Il triste epilogo di queste società è dovuto a una crisi strutturale e di consumi che evidentemente nessuno è riuscito a sopportare e superare. Nemmeno noi. E infatti il vuoto lasciato è stato colmato da grossi gruppi nazionali e internazionali, come Lidl ed Eurospin, che si sono diffusi a macchia d’olio, e ora sta per sbarcare anche la multinazionale tedesca Aldi. In Sicilia in questo momento bisogna fare i complimenti soltanto al gruppo Arena, senz’altro il primo nell’Isola, che si sta affermando sempre di più. Speriamo che possa continuare a crescere e, soprattutto, a garantire i posti di lavoro».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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