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Covid-19

Anaao spinge per l'obbligo vaccinale: «Serve anche a difendere i no vax dalla malattia»

Carlo Palermo, segretario nazionale del sindacato dei medici dirigenti, ha pure sottolineato come ci sia carenza di personale: «La situazione delle terapie intensive è ancora gestibile, ma fino a quando?»

Di Redazione

«Ora il tasso di occupazione delle Terapie intensive è gestibile grazie ai vaccini, ma abbiamo un accumulo di interventi diagnostici, chirurgici, di screening che erano stati rimandati e che ora richiedono un surplus di attività per cui non c'è abbastanza personale. E soprattutto la situazione può peggiorare se il flusso di malati Covid continuerà ad occupare i letti di terapia intensiva».

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A dirlo è Carlo Palermo, segretario nazionale di Anaao Assomed, sindacato dei medici dirigenti, intervenuto ai microfoni della trasmissione «L'Italia s'è desta"su Radio Cusano Campus. «Per rendere operativo un posto letto - aggiunge Palermo- ci vuole personale e il personale non c'è. Quest’anno abbiamo ben 17.400 contratti di formazione specialistica, però questi specialisti saranno pronti tra 5 anni. Fino al 2025 avremo un problema di risposta del SSN alle richieste di prestazioni sanitarie».

«Se a questo-prosegue- aggiungiamo che i posti letto in Terapia intensiva sono occupati da no vax, persone che hanno rifiutato il vaccino il disappunto per noi è piuttosto alto e averlo proclamato ci costa minacce. Un minimo di preoccupazione per questo minacce vi è, ma soprattutto vi è il disappunto nel vedere i letti di terapie intensive, che dovrebbero servire ad altri malati, occupati da pazienti che hanno avuto la possibilità di difendersi e non lo hanno fatto».

«Bisogna porsi il problema dell’obbligo vaccinale, anche per difendere i no vax, perché con un obbligo sarebbero costretti a farlo e dunque a difendersi dalla malattia». A dirlo è Carlo Palermo, segretario nazionale di Anaao Assomed, sindacato dei medici dirigenti, intervenuto ai microfoni della trasmissione «L'Italia s'è desta» su Radio Cusano Campus. "Non è possibile - aggiunge - avere ancora un bacino di 3 milioni di ultracinquantenni non vaccinati, questo aumenterà i contagi e di conseguenza anche ricoveri e decessi, una riflessione politica su questa situazione deve essere fatta».
 

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