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Covid-19

Covid, in Sicilia risale la mortalità. L'epidemiologo: «Stiamo sbagliando un'altra volta»

Mario Cuccia, direttore del Servizio di Epidemiologia dell'Asp,: «Trovo ridicoli alcuni allentamenti delle restrizioni»

Di Maria Elena Quaiotti

«La quarta dose di vaccino? Pensiamo prima a chi non ha ancora ricevuto la terza, non ha completato il ciclo vaccinale, o addirittura non ha fatto neanche la prima dose».  È severo ma giusto Mario Cuccia, direttore del Servizio di Epidemiologia dell'Asp, che sulla questione aggiunge: «Se la popolazione fosse tutta vaccinata l'impatto sul nostro sistema sanitario sarebbe minimo e invece così non è. Leggo, anche sul vostro giornale, le affermazioni del presidente della Regione siciliana del tipo “contro il Covid abbiamo fatto meglio di altre regioni”, ma nessuno gli ha chiesto quali siano queste altre regioni che hanno fatto peggio di noi? In Sicilia la mortalità sta risalendo, e più della metà sono soggetti non vaccinati, o con ciclo incompleto, o senza terza dose. Nell'ultima settimana di gennaio in provincia di Catania sono morte 90 persone, significa 13 al giorno, qualcuno ne ha parlato? No, nessuno».

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«In questo momento - precisa Cuccia - condivido l'atteggiamento del Comitato tecnico scientifico dell'Aifa, che considerando il notevole arretrato sulle terze dosi “rimanda” all'autunno l'appuntamento con un’eventuale quarta dose, che si farà, e con un nuovo vaccino. Ma ritengo sia imprescindibile insistere con il messaggio sull'efficacia della protezione del vaccino, che è indiscutibilmente molto elevata, ed evita la morte. Trovo quindi ridicoli alcuni allentamenti delle restrizioni, ad esempio quelle previste in discoteca, che consentono di poter ballare senza mascherina. L'attenzione non è mai troppa, ma lo capiremo mai?». 

La quarta dose è attualmente possibile per i soggetti fragili, ma in tutta la provincia a riceverla finora sono state poco più di un centinaio di persone. Non va meglio nella fascia più colpita dai contagi, i bambini, che secondo il dato dell'ultimo report Dasoe (fino al 31 marzo) attesta in provincia ancora 63.466 non vaccinati su 74.595 nella fascia dai 5 agli 11 anni, l'85%. Dai 12 anni in su i soggetti non vaccinati, con nemmeno una dose, sono ancora 120.850. 

«Il numero delle vaccinazioni sta progressivamente scendendo - conferma Francesco Borzì, responsabile hub vaccini di via Forcile e del servizio delle vaccinazioni di prossimità - sarei molto cauto rispetto all'opzione di levare la mascherina al chiuso, suggerirei piuttosto di continuare a seguire comportamenti anti contagio. Questo mese, con Pasqua e il primo maggio, sarà il banco di prova per la stagione estiva: se non si dovessero rispettare le più elementari regole e si restasse in stallo con le vaccinazioni, il serio rischio è quello di far emergere qualche variante più pericolosa. Omicron “attacca” chi non è vaccinato, dei vaccinati solo una piccola percentuale può avere complicanze dal virus. E aver allentato anche sul green pass non sta affatto aiutando la campagna vaccinale». 

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