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Covid-19

Covid, focolai nelle scuole d'inglese a Malta: 70 italiani bloccati sull'isola dei Cavalieri

Il 90% dei 252 casi attualmente attivi riguarda giovani stranieri entrati nel paese con un test molecolare negativo.

Di Marco Galdi

Le comitive di teenager italiani ed europei che da una settimana sono tornate a Malta hanno riportato vita tra le strade, ma anche fatto riesplodere i contagi nel Paese col più alto tasso al mondo di residenti completamente vaccinati. Il 90% dei 252 casi attualmente attivi (di cui soli tre ricoverati) riguarda - sottolineano le autorità - giovani stranieri entrati nel paese con un test molecolare negativo. Molti per partecipare ai corsi di lingua nell’arcipelago, innescando 9 focolai in altrettante scuole d’inglese. 
 Tra loro ci sono anche 21 italiani under18, risultati positivi e messi in quarantena con i loro compagni di viaggio, in totale circa 70 minorenni. I ragazzi sarebbero rimasti bloccati sull'isola secondo quanto riportato da Erich Grimaldi, presidente del comitato 'Cura Domiciliare Covid19', cui si è rivolta la mamma di una ragazza di Portici (Napoli) per chiedere che venisse fornita assistenza ai giovani. 

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Assistenza che l’Ambasciata italiana a La Valletta - precisa in un post su Fb - sta assicurando, «in raccordo con le competenti Autorità maltesi": «Il Personale della Sede, compatibilmente con le restrizioni di carattere sanitario, si sta recando presso le strutture dove sono ospitati i gruppi più numerosi di connazionali, per assicurare che il trattamento risponda agli standard concordati in occasione dell’acquisto del pacchetto», precisa la sede diplomatica. 

Nei giorni scorsi i media maltesi avevano riportato casi simili tra gli studenti spagnoli. Secondo le norme maltesi, in caso di positività la quarantena è obbligatoria (e a pagamento) fino ad un doppio tampone negativo. 

Il quadro della ripresa dei contagi e dei nuovi focolai preoccupa La Valletta che, anche dopo il duro attacco dell’Associazione dei medici maltesi che aveva bollato l'apertura al turismo come una mossa "dilettantistica", ha deciso una netta stretta. Il vicepremier e ministro per la salute, nonché medico, Chris Fearne ha annunciato che, da mercoledì prossimo, a Malta si potrà entrare soltanto con un certificato di vaccinazione (maltese, Green Pass Ue o della britannica Nhs) completata da almeno 14 giorni. Diventando il primo Paese europeo a farlo. Inoltre ha disposto, dallo stesso giorno, la chiusura di tutte le scuole di lingua. 

Intanto anche il calcio è motivo di preoccupazione. Una settimana fa a migliaia si sono ammassati in strada per festeggiare lo scudetto vinto dallo Spartans Hamrun. E per la finale di Euro 2020 di domenica prossima tra Italia ed Inghilterra (la tifoseria locale è da sempre divisa 40-60, con vantaggio della componente nostalgica dello status di colonia) la polizia è stata chiamata alla massima allerta, per motivi di sicurezza pubblica ma anche in funzione anti-contagi. Ma quasi tutti i bar e ristoranti dell’arcipelago hanno già preparato gli schermi per il tifo. E sono fully booked. 

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