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Ivoriana partorisce subito dopo essere stata salvata in mare: la piccola Fatima è nata su una motovedetta

La piccola e la madre stanno entrambe bene, ma sono state trasferite per sicurezza in ospedale ad Agrigento

Di Redazione |

Fatima non ha voluto aspettare. Ed è già diventata, senza saperlo, il simbolo di chi ce l’ha fatta. Della vita che torna a fiorire in un luogo, Lampedusa, dove non nascono – complice l’insularità e le scarse attrezzature mediche – bambini dal 1970. Le lacrime di gioia, versate da chi è riuscito sulla motovedetta Cp324 della Guardia costiera ad aiutare il travaglio e il parto della giovane ivoriana, hanno fatto da contraltare a quelle di rabbia e disperazione per la morte per annegamento, appena due giorni prima, di Rokia, tre anni da compiere, anche lei originaria della Costa d’Avorio.

Fatima è nata ieri, alle 22,30 circa, sulla motovedetta che aveva soccorso, al largo delle Pelagie, un gruppo con 43 persone, fra cui 17 donne e tre minorenni, scappati da Costa d’Avorio, Guinea, Mali e Burkina. Il parto è avvenuto durante la fase d’attracco a molo Favarolo dell’unità di soccorso. Assistita da medici ed infermieri dell’Asp di Palermo, Usmaf e 118, la donna, già mamma di un’altra figlia, ha messo alla luce la piccola. Neonata e puerpera sono state poi trasferite al Poliambulatorio di contrada Grecale, dove sono state stabilizzate per poi essere condotte, con un elicottero del 118, all’ospedale di Agrigento dove sono ricoverate per il normale decorso post partum.

La vita e la morte nei viaggi della speranza: oggi su un traghetto di linea sono state imbarcate le salme della bimba di 6 mesi, morta nell’hotspot dopo l’arrivo a Lampedusa, e di una donna annegata al largo dell’isola. Giunte a Porto Empedocle, entrambe le bare sono state portate al cimitero di Favara dove la Prefettura di Agrigento è riuscita a trovare dei posti per la sepoltura. La neonata di 6 mesi era morta il 4 dicembre all’hotspot dove era arrivata, qualche giorno prima, con la madre dopo lo sbarco a molo Favarolo. La piccola non sembrava stesse male e dopo l’approdo è stata portata nella struttura di primissima accoglienza. Forse un problema congenito o un malore improvviso, la causa dell’improvviso decesso. Oltre alle due bare, sul traghetto 'Veronesè, sono stati imbarcati anche 50 migranti. Nella struttura d’accoglienza, dopo i tre sbarchi registrati oggi, per un totale di 145 persone arrivate, sono rimasti 307 ospiti. Intanto, la Procura di Agrigento, guidata dal reggente Salvatore Vella, che continua ad indagare sul naufragio di due giorni fa, che ha causato la morte di Rokia, segnala per i 'viaggi della speranzà l’utilizzo da parte dei trafficanti di essere umani in Tunisia di natanti costruiti in lamiera che hanno una grandissima instabilità.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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