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Cronaca

Colpo al clan Cappello, sequestro di due milioni di euro: c'è anche una villa super lusso

I destinatari  sono Salvatore Lombardo, "u ciuraru",  e il figlio Salvuccio jr,  boss di vertice della cosca catanese 

Di Laura Distefano

Il soprannome “U ciuraru” il boss Salvatore Giuseppe Lombardo lo ha conquistato per il banco dei fiori che storicamente la sua famiglia gestisce davanti il cimitero monumentale di Catania. Ora quell’attività commerciale è finita sotto sequestro assieme a una ditta di torrefazione e distribuzione del caffè. La Polizia di Catania ha eseguito una misura patrimoniale  - emessa dal Tribunale - Misura di Prevenzione - nei confronti dell’esponente del clan Cappello, 55enne, e del figlio Salvuccio Lombardo junior, 28 anni, che negli ultimi anni ha scalato la gerarchia della cosca, specializzandosi in traffico di droga (in particolare amnesia).

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Sono finiti nelle mani dello Stato anche 5 immobili a Catania, di cui una lussuosa villa a Ippocampo di Mare, un maneggio abusivo e 7 rapporti finanziari intestati a padre e figlio.  Per gli investigatori il patrimonio sequestrato vale due milioni di euro. L’aggressione ai tesori accumulati con i soldi sporchi è il secondo binario utile a sferrare colpi incisivi alla sopravvivenza delle consorterie mafiose. Salvatore Lombardo, inoltre, vanta un forte legame di parentela - è il cugino - con l’ergastolano al 41bis Turi Cappello, fondatore della storica famiglia mafiosa.

Lombardo senior è stato arrestato nel 2017 nel blitz Penelope, che ha demolito la forza militare e finanziaria dei Cappello. Appena scarcerato ha preso  il posto di Massimiliano Salvo, u carruzzeri, nella reggenza operativa della cosca. E per questa inchiesta è stato condannato - in via definitiva - a oltre 13 anni di reclusione.

 

Con suo padre in carcere, Salvuccio Junior ha preso spazio con violenza e armi nell’ambiente criminale catanese. Lo scorso anno, a febbraio, i poliziotti lo hanno fermato nell’ambito dell’indagine Minecraft che ha disarcionato la nuova cupola del clan in crisi dopo gli arresti Camaleonte. Il giovane boss della droga è stato condannato, lo scorso mese di settembre, a 20 anni di reclusione. Inoltre a giugno è stato condannato a 15 anni,  9 mesi e 10 giorni per lo scontro a fuoco avvenuto lo scorso 8 agosto 2020, che vedeva contrapposti i Cappelloti e i Cursoti Milanesi (clan azzerato ieri con l’operazione Zeus). Il provvedimento di Misure di Prevenzione è nato da una proposta del Questore e del Procuratore di Catania. Il Tribunale ha anche accertato la pericolosità sociale dei due Lombardo.  La complessa indagine patrimoniale ha permesso di sequestrare per la prima volta un’impresa di fiori operante nell’area antistante il cimitero di Catania e ha permesso di riscontrare le infiltrazioni della mafia in questo comparto economico.

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