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Cronaca

Oasi siciliane nel caos tra accessi prenotati e ingressi interdetti

L'Isola dei conigli a numero chiuso: non più di 1.100 persone, mentre la Scala dei Turchi resta un paradiso perturisti fai da te

Di Francesco Di Mare

Il mare siciliano tra nuove regole e caos totale. Su questo doppio binario si snoda l’estate nelle due tra le più rinomate località turistiche, l’Isola dei Conigli a Lampedusa e la Scala dei Turchi a Realmonte. 
La prima notizia arriva dalla Regione Siciliana. Sarà possibile accedere nello scenario caraibico dell’Isola dei Conigli solo su prenotazione, con un numero massimo di mille e cento persone al giorno. È il risultato del confronto con il Comune delle Pelagie e Legambiente Sicilia (che gestisce l’Area protetta) per garantire sia una fruizione sostenibile della spiaggia, permettendo un’esperienza piacevole ai turisti, sia la tutela dell’habitat idoneo alle tartarughe marine per l’ovodeposizione. Due i turni di accesso previsti per la stagione balneare in corso: dalle 8.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 19.30. La pulizia della spiaggia sarà assicurata da Legambiente, al termine di ogni turno. Le nuove prescrizioni sono contenute in un provvedimento dell’assessorato regionale all’Ambiente. 

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«Con il governo Musumeci - sottolinea l’assessore Toto Cordaro - i nostri tesori ambientali, unici nel mondo, vengono tutelati e garantiti. Ma a differenza di quanto accadeva in passato, se ne deve prevedere la migliore fruizione e la massima valorizzazione. Per questo ringrazio Angelo Di Marca di Legambiente Sicilia e il sindaco di Lampedusa Totò Martello per la collaborazione istituzionale prestata». 
E lo stesso Di Marca evidenzia come «la spiaggia dei Conigli non sarà mai più un carnaio in danno dell’ambiente e della qualità del turismo, ma un modello per la  gestione delle altre aree naturali sensibili siciliane». 


Dalle rigide regole di Lampedusa, alla  totale anarchia della Scala dei Turchi. L’associazione Mareamico di Claudio Lombardo ha segnalato come al calare della sera, quando cessano i controlli ai piedi del costone di marna, eseguiti da alcuni volontari messi in campo dal Comune di Realmonte, i turisti non esitano a invadere sia la zona della montagna vietata, dopo una frana accaduta un anno e mezzo fa, ma anche i due belvedere posti in alto, lungo la strada provinciale. 


Uno di questi belvedere è interdetto agli accessi, perché ritenuto a rischio di crollo, ma la segnaletica è scadente e nessuno se ne accorge o fa finta che non esista. Da qui il rischio di tragedie che, ovviamente, non avvisano prima di consumarsi. Per non parlare poi del problema "minore", quello del parcheggio selvaggio lungo la strada che scorre in cima al costone. 
Il tutto avviene nelle ore in cui la Procura della Repubblica di Agrigento ha chiesto al Gip l’emissione di un decreto penale di condanna al pagamento di 9.100 euro di multa nei confronti di Ferdinando Sciabbarrà. Si tratta dell’uomo di 73 anni, che ha sempre sostenuto di essere il proprietario della Scala dei Turchi, un pezzo del quale venne sequestrata il 27 febbraio dello scorso anno. 


Si conclude in questo modo l’indagine penale per occupazione di suolo demaniale, violazioni in materia di sicurezza e tutela di beni ambientali. Contestualmente è stata disposta la restituzione a Sciabbarrà di una parte della Scala dei Turchi, mentre un’altra parte è stata restituita alla Regione Siciliana secondo le risultanze della disposta perizia collegiale. Sulla gestione della famosa scogliera di marna bianca sono ancora contrapposti, in sede civile e amministrativa, lo stesso Sciabbarrà, il Comune di Realmonte e la Regione Siciliana.


 Sciabbarrà ha comunque manifestato la volontà di regalare tutto alla Regione, ma ancora di concreto, sotto forma di firme nulla è stato fatto.

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