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Cronaca

Palermo, il rapinatore incastrato dal tatuaggio sul braccio

La Polizia ha arrestato i presunti autori di un colpo al furgone che trasportava sigarette

Di Redazione

La polizia ha arrestato due uomini per l’assalto al corriere di sigarette dello scorso settembre in via Simone Gulì, a Palermo. Il gip Nicola Aiello ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Alessandro Tutone e Giuseppe Augello, di 34 e 38 anni. Il dipendente della ditta che stava consegnando i cartoni di «bionde» fu minacciato da due uomini incappucciati che fuggirono con i colli di sigarette. Gli agenti della squadra mobile sono arrivati ai due grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza e a un tatuaggio sul braccio rimasto impresso nei filmati di una telecamera. 

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Le indagini della sezione Reati contro ilo patrimonio della squadra mobile sono state avviate dopo il colpo in via Simone Gulì dove un mezzo di una ditta incaricata della distribuzione dei tabacchi lavorati in città stava scaricando alcuni colli di sigarette nei pressi di una rivendita. Secondo l’accusa, i due indagati, travisati da mascherine e cappello, arrivati su due bici elettriche, avevano minacciato di morte i dipendenti, facendo capire di essere armati di pistola e avevano prelevato 4 scatole di sigarette, poi riposte dentro contenitori della spazzatura poco distanti. Approfittando della presenza di un complice - indagato in stato di libertà per favoreggiamento reale - che si era preoccupato di vigilare la refurtiva, i due avevano provveduto velocemente a cambiare abbigliamento. Uno dei due, addirittura, aveva adottato la precauzione di tagliare la folta barba e, poco dopo, entrambi sarebbero tornati con un mezzo più comodo per recuperare le sigarette nascoste. In questo frangente, però, un terzo soggetto a bordo di un’ape aveva tentato di portar via i cartoni nascosti dentro i cassonetti ma il complice con compiti di «vigilanza» si sarebbe adoperato vigorosamente per farlo desistere. Le sigarette trafugate, rivendute sul mercato, avrebbero potuto raggiungere un valore commerciale vicino ai 10.000 euro. Le indagini sono state condotte mediante la visione certosina dei sistemi di videosorveglianza presenti in quella zona e da altre precipue attività di polizia giudiziaria, oltre che dalle intercettazioni

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