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Economia

Caro bollette, gli agricoltori in piazza coi trattori giovedì prossimo anche in Sicilia

Tutte le iniziative si svolgeranno davanti alle Prefetture e i rappresentanti del Governo riceveranno dai dirigenti un documento

Di Redazione

«Gli agricoltori siciliani non ce la fanno più. Se i prezzi per le famiglie corrono, i compensi riconosciuti agli agricoltori e agli allevatori non riescono neanche a coprire i costi di produzione con il balzo dei beni energetici che si trasferisce a valanga sui bilanci delle imprese agricole costrette a vendere sottocosto». Lo dice la Coldiretti annunciando che migliaia di allevatori ed agricoltori con trattori al seguito lasceranno le campagne giovedì prossimo dalle ore 9 ed arriveranno nelle città siciliane, in contemporanea con altre Regioni d’Italia per salvare l’agroalimentare Made in Italy e difendere l’economia, il lavoro ed il territorio.

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Tutte le iniziative si svolgeranno davanti alle Prefetture e i rappresentanti del Governo riceveranno dai dirigenti un documento e anche prodotti da dare in beneficienza. A Palermo gli agricoltori saranno in Via Cavour, a Caltanissetta in Viale Regina Margherita, ad Agrigento in Piazzale Vittorio Emanuele, a Ragusa in Piazza Matteotti, ad Enna Piazza Giuseppe Garibaldi, a Trapani in Piazzale Vittorio Veneto.

L'iniziativa è stata preceduta anche da incontri con i capigruppo dell’Assemblea Regionale Siciliana, parteciperanno numerosi Sindaci ed altri rappresentanti istituzionali. «Non mancheranno azioni eclatanti a sostegno delle proposte della Coldiretti per garantire il giusto prezzo con la lotta alle speculazioni, assicurare liquidità alle imprese e sbloccare gli interventi per il settore fermati dalla burocrazia ma anche i progetti concreti per cogliere le opportunità che vengono dall’agricoltura con le fonti energetiche rinnovabili, dal biogas al fotovoltaico sui tetti di aziende e stalle», afferma una nota.

In una nota di Confagrcicoltura si evidenzia invece che è grande «la preoccupazione delle imprese agricole siciliane per l’attuale momento economico caratterizzato dai forti aumenti dei costi dei mezzi di produzione, che rischiano di compromettere la ripresa produttiva del settore necessaria per tornare a garantire i livelli occupazionali pre-covid e sostenere gli investimenti green previsti all’interno della nuova Pac (Politica Agricola Comune)». 

«Lo tsunami provocato dall’esplosione dei costi energetici e delle sostanze organiche per l’arricchimento dei terreni e per il nutrimento delle piante e degli animali rischia di far scomparire le aziende più rappresentative del made in Sicily, ovvero quelle che hanno deciso di puntare sulla qualità e salubrità dei prodotti e sui rapporti con la Gdo», prosegue la nota.

Dell’attuale drammatica situazione si è parlato in una recente riunione straordinaria del Direttivo regionale della Confagricoltura in cui è emersa la reale portata della crisi che sta interessando tutte le province e tutte le produzioni tipiche, con in testa quella lattiero casearia. 

 

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