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Economia

Fisco, il giugno "terribile", pressing per rinviare il 730

In arrivo una mini-proroga sugli acconti, mentre si discute su rate e cartelle

Di Silvia Gasparetto

Rimettere mano al calendario fiscale, per alleggerire le scadenze di giugno a rischio «ingorgo» e per venire incontro a famiglie e imprese ancora alle prese con la crisi Covid: si apre una settimana clou per il fisco, che dovrebbe vedere arrivare l’oramai quasi scontato mini-rinvio per il saldo-acconto delle partite Iva e anche la proroga del congelamento della riscossione, per una «estate senza cartelle" come va ripetendo il leader leghista Matteo Salvini. Ma i partiti, e i professionisti, sono in pressing anche per un altro rinvio, quello del termine per presentare il 730, che andrebbe posticipato almeno di un mese. 
 

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Spostare la scadenza per la dichiarazione dei redditi potrebbe evitare un sovraffollamento dei Caf, che in queste settimane sono sotto pressione per l’avvio dell’assegno unico, con 2 milioni di autonomi che per accedere dovranno presentare, oltre ad apposita domanda, anche l’attestazione Isee: il decreto ponte ora all’esame del Senato prevede infatti la partenza del nuovo assegno dal 1 luglio, in attesa che lo strumento sostituisca anche gli attuali aiuti ai dipendenti dal 2022, ma con il limite di 50mila euro di Isee. 

L’idea sarebbe allora quella di dare un mese in più ai contribuenti per presentare il 730 - dal 30 settembre al 31 ottobre - per evitare la corsa prima dell’estate, quando peraltro i commercialisti saranno impegnati anche a chiudere le dichiarazioni delle partite Iva in regime semplificato che vogliano chiedere il conguaglio dei contributi a fondo perduto in basi ai risultati di esercizio. Se così sarà va ricordato a chi presenta il 730 che chi arriva tardi riceverà tardi l'eventuale rimborso, che spesso si 'palesà con la dichiarazione dei redditi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. 

Sul rinvio del 730 comunque non sarebbe ancora stata raggiunta una intesa nel governo, mentre più consolidata appare la decisione di dare 20 giorni in più ai soggetti Isa per pagare le tasse. Le scadenze del 30 giugno per saldo e acconto di Irpef, Ires e Irap dovrebbero infatti slittare al 20 luglio (e il termine per pagare in ritardo ma con la maggiorazione dello 0,40% al 20 agosto) via dpcm, senza bisogno di una norma primaria. 

Servirà invece una modifica che arriverà probabilmente con gli emendamenti al decreto Sostegni bis per congelare per altri due mesi le cartelle esattoriali. La macchina del fisco è ferma dall’inizio della pandemia e avrebbe dovuto riprendere le attività, con l’invio di milioni di atti, a partire dal primo luglio. La Lega in particolare ha presentato diversi emendamenti, chiedendo di bloccare tutto ancora fino alla fine dell’anno ma questa opzione sarebbe troppo onerosa. La mediazione dovrebbe portare a un rinvio di due mesi dello stop, dal 30 giugno al 31 agosto, con la ripresa dell’invio delle cartelle dal primo settembre. Ancora da risolvere, invece, il nodo delle rate della rottamazione e del saldo e stralcio, a loro volta sospese dall’inizio della pandemia. Sempre la Lega, tra gli emendamenti segnalati - cioè i circa 500 su quasi 4mila presentati sui quali si andrà effettivamente al voto - avanza la proposta di allungare i tempi per saldare le rate che ora andrebbero saldate tutte entro inizio agosto, diluendo l'importo sospeso in 20 rate quadrimestrali a partire dal 1 gennaio 2022. 

In materia fiscale dovrebbe arrivare un aiuto anche per i proprietari di casa su cui pende uno sfratto bloccato da marzo dell’anno scorso. Diverse proposte puntano infatti all’esonero in tutto o in parte dall’Imu e il punto di caduta potrebbe essere la cancellazione della prima rata con la previsione di un rimborso per chi abbia comunque pagato puntuale il 16 giugno in attesa dell’approvazione della norma.

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