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Economia

Il mercato immobiliare sempre più effervescente, ma c'è il rischio “bolla”

Il settore cresce in doppia cifra e si prepara a tornare ai livelli pre pandemia, o quasi, entro fine 2021

Di Riccardo Rimondi

Il mercato immobiliare cresce in doppia cifra e si prepara a tornare ai livelli pre pandemia, o quasi, entro fine 2021. Ma le conseguenze della recessione indotta dal Covid porteranno un disagio economico e sociale "solo in parte già tangibile». Il secondo Osservatorio sul mercato immobiliare 2021 di Nomisma continua a registrare una  «insospettabile immagine di esuberanza», ma avverte: c'è "bisogno della robustezza delle dinamiche reali per fare sì che il dinamismo attuale non si tramuti in una bolla destinata a scoppiare». 

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Le previsioni del think tank bolognese sono nel complesso positive. A fine anno la flessione cumulata nel biennio 2020-21 nel numero di transazioni rispetto alle previsioni pre pandemia non eccederà il 4%. I prezzi recupereranno attestandosi a una perdita dell’1% sulle previsioni. Ma Nomisma mette in guardia: col venir meno delle misure di salvaguardia avviate l’anno scorso, l’interesse all’acquisto di molti nuclei familiari può trasformarsi «in velleitarie manifestazioni d’interesse».

Secondo l’istituto bolognese, le intenzioni di acquisto immediato o nei prossimi 12 mesi riguardano 3,3 milioni di famiglie, ma valutando concretezza e sostenibilità delle dichiarazioni di intenti i potenziali acquirenti scendono a poco più di 800mila. Un numero, comunque, più alto delle 550mila compravendite concluse nel 2020 e delle 650mila attese nel 2021. Per Luca Dondi, ad di Nomisma, c'è «una miopia da parte delle famiglie italiane rispetto alle ricadute sui bilanci dei nuclei e a quella che sarà l’evoluzione complessiva». 

Per ora il mercato cresce in doppia cifra. Nel primo trimestre le compravendite di abitazioni crescono del 38,6% su base annua, quelle di terziario e commerciale del 51,3%, con qualche città in controtendenza su singoli segmenti. Sul fronte locazioni si registrano nel 2020 oltre 1,5 milioni di nuovi contratti e rinnovi (+12%) sul 2019, per lo più unità abitative. Ma nel primo semestre 2021 resta preponderante (62% contro 38%) la domanda rivolta alla proprietà. Sempre nella prima metà del 2021, secondo Immobiliare.it, in Lombardia crescono i prezzi di compravendita (+4,9%) e calano i canoni (-0,7%). Qualche ragione di riflessione, per Nomisma, arriva anche dal 110% Monitor, l'osservatorio trimestrale sul Superbonus. Gli interventi, spiega il responsabile sviluppo Marco Marcantili, non crescono alla velocità attesa per colpa di burocrazia, incertezze e iniquità tra territori e famiglie: «Questa misura sta costando 2 miliardi: siamo ben distanti dai 18 previsti dal Pnrr». Le famiglie potenzialmente interessate calano: erano 10,5 milioni 14 mesi fa, oggi sono 9 milioni. 


 

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