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Economia

Inps corretta su bonus Covid,tribunale Roma condanna Privacy

Annulla multa, pagherà spese. I controlli scoprirono 5 onorevoli

Di Redazione

ROMA, 28 MAR - I controlli e gli incroci effettuati dall'Inps sui percettori del bonus Covid - inizialmente 600 euro dati alle partite Iva con una contrazione degli affari - furono corretti. E' quanto ha deciso il Tribunale di Roma che con una sentenza ha annullato una ordinanza del Garante della Privacy, che sollevava sei rilievi e multava l'Inps con 300mila euro. Il tribunale ha accolto il ricorso dell'Istituto ed ha condannato l'autorità al pagamento delle spese legali. I controlli, nei quali erano incappati anche anche cinque parlamentari che avevano chiesto il bonus, secondo il tribunale hanno usato fonti non riservate. La sentenza del tribunale ricostruisce la vicenda. "La questione controversa verte intorno alle modalità con cui l'Inps ha eseguito una parte dei controlli di secondo livello in seguito alla erogazione del c.d. "bonus covid" erogato per disposizione di legge nel pieno dell'emergenza pandemica. Stante l'esigenza di procedere alla erogazione immediata del sussidio, è stata infatti riservata ad una fase successiva la compiuta verifica dei presupposti per ottenerlo. Sull'assunto che parlamentari ed amministratori regionali e locali ricadano nell'ambito di un regime previdenziale incompatibile con la percezione delle indennità COVID-19, l'Istituto ha operato una verifica estraendo i dati anagrafici dei titolari di incarichi elettivi dalle banche dati della Camera, del Ministero dell'Interno ed in un secondo momento del Senato, ne ha estratto il codice fiscale ed incrociando il dato con i codici fiscali di coloro che avevano presentato domanda per il bonus ha individuato i titolari di incarichi politici che avevano formulato la richiesta". Il Tribunale passa in rassegna i singoli rilievi dell'Autorità e alla fine annulla l'ordinanza. "Non potendosi in conclusione condividere alcuno dei rilievi mossi all' Istituto dall'Autorità Garante - conclude quindi il Tribunale di Roma - il ricorso deve essere accolto. Le spese seguono la soccombenza". Per questo dovrà pagare "1.214 euro di spese processuali e 11.570 per compensi professionali, oltre Iva, cpa e spese generali (15%)".

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