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Economia

Lidi balneari, in Sicilia 2.800 le concessioni che scadranno nel 2023: le paure dei gestori

Alessandro Cilano: presidente di Fiba Confesercenti Sicilia: «Le nuove norme aprono le nostre spiagge ai grandi colossi, soprattutto stranieri, e anche alle mafie»

Di Redazione

«Il governo ha deciso che le nostre aziende non esistono più. Ci troviamo completamente spiazzati, non si tiene in considerazione ciò che era ante l’entrata in vigore della Direttiva Servizi, dove ognuno di noi aveva investito e progettato con il diritto di insistenza il proprio futuro. Il nostro principio costituzionale del diritto al lavoro e diritto all’impresa è andato a farsi benedire». Alessandro Cilano, gestore del lido «L'ombelico del mondo» sulla spiaggia di Mondello a Palermo, non usa mezzi termini commentando con l’Adnkronos le nuove regole approvate dal Consiglio dei ministri in tema di concessioni balneari.  

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Norme che, sottolinea, «mettono a rischio piccoli imprenditori e lavoratori del settore» e che aprono le nostre spiagge «ai grandi colossi, soprattutto stranieri, e anche alle mafie». «Oltre il 95% delle imprese che in questo momento gestiscono gli stabilimenti balneari in Italia sono a rischio chiusura - afferma Cilano che è anche presidente di Fiba Confesercenti Sicilia - Stiamo rischiando tutti di perdere. Ci sono colleghi che, dopo aver avuto la certezza del 2033, finalmente hanno investito per migliorare la loro azienda, per avere un prestito hanno fatto un mutuo o hanno messo davanti la loro casa, e oggi rischiano di trovarsi con niente in mano. In Italia sono a rischio 30mila famiglie, in Sicilia sono circa 2.800 le concessioni, più gli addetti ai lavori, più gli impiegati. E non si tratta di 30mila industriali, i balneari sono piccole e medie imprese, cooperative... su 30mila ci saranno l’1-2% che sono grossi nomi».

Il 31 dicembre 2023 dovrebbe essere il termine ultimo della proroga delle concessioni attuali, poi le assegnazioni con gare. «Come può un piccolo imprenditore competere con colossi in grado di investire milioni e milioni di euro? - prosegue Cilano - L’arrivo di grandi imprese, soprattutto straniere, non è un rischio, è una certezza. E io dico anche mafiose. Perché a pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina».

Il problema non è la procedura di gara in sé ma i termini delle concessioni. «Vorremmo capire perché Spagna, Portogallo e Croazia hanno avuto fino a 65 anni senza che l’Europa se ne sia lamentata - dice - Noi invece domani non sappiamo più cosa faremo. Ci daranno dei ristori, ci daranno la buonuscita, ma quanto varrà realmente?».  

Cilano gestisce L’Ombelico del mondo dal 2008. Hanno partecipato a un bando pubblico e si occupano della gestione del lido con tutti i servizi: salvataggio, pulizia della spiaggia, servizi per i diversamente abili, tutela dell’ambiente. Nessuno paga per entrare ma solo se vuole un ombrellone, una sdraio. 

«Il concetto di gara non è sbagliato - aggiunge - Del resto, in Sicilia, chiunque finora abbia fatto richiesta di un’area demaniale con un progetto è sempre passato da pubblicazione, per vedere se c'erano altri soggetti interessati, altri progetti, e quando ci sono stati sono stati comparati e assegnati al migliore. La Sicilia è sempre andata a pubblicazione ad evidenza pubblica. Qui nessuno ha avuto la concessione diretta».

Ma adesso? «Chi investirà per creare progettazione e occupazione per un tempo così breve? Solo i colossi industriali, gente che deve far girare denaro. Perché il sangue e il sudore che abbiamo buttato nelle nostre aziende deve essere leso così, in un flash?».

La preoccupazione riguarda anche tutto ciò che ruota attorno ai lidi balneari. «Soltanto in Sicilia, con il fatto che possiamo destagionalizzare, ci sono circa 100mila addetti stagionali - evidenzia il presidente di Fiba Confesercenti Sicilia - Ma dobbiamo considerare anche tutto l’indotto di produzione, come ombrelloni, sdraio, lettini, attrezzatura di salvataggio, e tutto quello che riguarda il mondo del food e beverage. Una parte si recupererà coi grandi che arrivano e noi piccoli invece? Con le pive nel sacco". 
I balneari però non si arrendono. «Abbiamo avanzato proposte e il governo ha deciso fregandosene completamente, ma non ci arrendiamo - conclude Cilano - Domani abbiamo un incontro in Commissione Ambiente all’Ars: discutiamo e troviamo soluzioni giustamente democratiche, come siamo sempre stati abituati a fare».  

 

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