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Enna

Leonforte, il sindaco e la giunta occupano gli uffici dell'Asp

Polemica contro l'Asp di Enna sulle politiche di potenziamento dell'ospedale Ferro Branciforti Capra

Di Redazione

Il sindaco di Leonforte Carmelo Barbera, assieme agli assessori, ha occupato in mattinata gli uffici dell’Asp di Enna che si trovano all’interno dell’ospedale Ferro Branciforti Capra. Lo stato di occupazione permanente è stato anche dichiarato ufficialmente con una delibera approvata all’unanimità in cui si comunica l’avvio della protesta che continuerà fino a quando non verranno risolte tutte le problematiche del presidio sanitario: carenza di personale medico e socio sanitario e di apparecchiature. Il sindaco punta il dito sulla gestione del commissario dell’Asp di Enna Francesco Iudica e chiede l’intervento del presidente della Regione Nello Musumeci, «con una visita nel presidio per affrontare le questioni aperte da tempo, come per esempio l'attivazione dei reparti mai avviati». 
 «Non andremo via se non riceveremo segnali concreti, siamo stanchi delle promesse - aggiunge Barbera -. Sulla sanità e i servizi che i cittadini sentono sulla loro pelle non facciamo sconti a nessuno. Chiediamo l'attuazione del decreto assessoriale che viene disapplicato regolarmente dal commissario Iudica incapace di gestire questo ospedale e la sanità ennese. Le dimissioni di Iudica non sono barattabili».

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Gli amministratori sottolineano che «non è mai stata aperta la lungodegenza così come l’anestesia e rianimazione, non esiste il direttore di presidio, manca la cardiologia». «Sono soltanto alcuni esempi - dice il sindaco Barbera - Mancano medici nel reparto di medicina, è prevista una chirurgia con 6 posti-letto, ma non ci sono sufficienti medici e operatori socio sanitari per cui funziona in 'day surgery' soltanto due volte a settimana. Inoltre, l’unica unità complessa, la riabilitazione, prevista dal decreto assessoriale, che dovrebbe essere punto di riferimento dell’azienda, a fronte dei 18 posti-letto ne conta 5 o 6 e il primario non è stato assegnato».

E ancora: «Nel pronto soccorso ci dovrebbero essere 13 medici ma ne abbiamo 5 costretti a turni massacranti e disumani - spiega Barbera - ma anche in radiologia dei 3 medici, di fatto ne abbiamo 2, che non riescono a coprire i turni di notte e i festivi. Non parliamo della Tac che risale ad oltre 20 anni fa. Non ne possiamo più davvero».

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