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La lapide ad otto anni dal naufragio ha finalmente un nome e un volto

Nell'ottobre del 2013 a Lampedusa un barcone è affondato portando con sé a fondo la vita di centinaia di migranti: ora Semhar non è più un numero. La commozione del fratello Meron giunto ad Agrigento dalla Danimarca

Di Redazione
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Dall'ottobre del 2013, da quando era morta vittima del tragico naufragio del barcone di migranti a Lampedusa, era solo un numero davanti una lapide senza nome. Ora finalmente quella lapide ha un nome. Meron, giovane rifugiato eritreo in Danimarca, accompagnato dai giornalisti Nico Piro e Paolo Di Giannantonio, è stato ad Agrigento, al cimitero di Piano Gatta per collocare una lapide sulla tomba della sorella Semhar. La ragazza aveva solo 27 anni. Ieri Semhar, dopo otto anni, è tornata ad avere una identità. Meron, oggi ha l’età della sorella ed è prossimo alla laurea. In compagnia anche dell’assessore comunale Giovanni Vaccaro e del sindaco Franco Miccichè Meron è stato sulla tomba di Semhar. Il Comune ha posto una corona di fiori.

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