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Clima, la promessa di Draghi a Greta: «Bla, bla, bla? No, al G20 agiremo»

Di Stefano Secondino 

Mario Draghi ha voluto guardarla in faccia, Greta Thunberg. L’ha invitata ieri mattina alla prefettura di Milano, prima di andare a parlare alla conferenza dei giovani sul clima, la Youth4Climate. E lì, solo di fronte a lei, le ha detto cosa vuole fare contro la crisi climatica. Al prossimo G20 di Roma, il 30 e 31 ottobre, che lui presiederà, farà in modo che i Grandi prendano un impegno per mantenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi dai livelli pre-industriali, l’obiettivo massimo dell’Accordo di Parigi. 

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 Draghi poi ha annunciato pubblicamente la cosa alla Youth4Climate, alla presentazione del documento finale della conferenza. Ma prima, ha voluto anticiparla a Greta, che negli ultimi tre anni è stata il simbolo della mobilitazione per il clima. Da leader consumato, ha voluto presentare la sua decisione ad un altro leader, che può orientare il consenso o il dissenso. Ma forse, voleva anche rispondere di persona all’accusa di fare solo «bla bla bla», lanciata ai politici dall’attivista svedese. 

 Il premier ha incontrato a Milano Greta e altre due giovani attiviste, l’ugandese Vanessa Nakate e l’italiana Martina Comparelli. Le tre hanno chiesto all’Italia di essere più ambiziosa al G20, di rinunciare al gas e di spingere per gli aiuti ai paesi poveri. Draghi ha risposto col suo impegno in ottobre a Roma. 
 Al momento, i target di decarbonizzazione degli stati, presi a Parigi nel 2015, non sono sufficienti neppure a raggiungere l'obiettivo minimo dell’Accordo, restare sotto i 2 gradi. L'aggiornamento di questi impegni sarà il tema della Cop26 di Glasgow a novembre, l’annuale conferenza sul clima dell’Onu. Ma una decisione del G20, che rappresenta l’80% delle emissioni e l'85% del Pil globale, sarebbe fondamentale. 

Greta ha ascoltato Draghi e dopo non ha fatto commenti. "Vedremo al G20 - ha dichiarato invece Martina Comparelli -. Il premier si è detto d’accordo con noi, e che le nostre manifestazioni sono servite. Ma non basta dire di esser d’accordo, anche se è positivo che ci abbia voluto incontrare». 

Draghi quindi ha raggiunto la Youth4Climate, al centro congressi Mico. In sala, per la presentazione del documento finale, c'era anche il presidente Sergio Mattarella. I quasi 400 giovani delegati da 186 paesi hanno chiesto partecipazione alle scelte sul clima e una transizione ecologica equa ed inclusiva, legata alla giustizia sociale. Le proposte sono state presentate ai 40 ministri dell’Ambiente riuniti a Milano per la Pre-Cop26, l'evento preparatorio della conferenza di Glasgow. 

«Siamo consapevoli che dobbiamo fare di più, molto di più - ha detto Draghi -. Questo sarà l’obiettivo del Vertice a Roma che si terrà alla fine di ottobre. A livello di G20, vogliamo prendere un impegno per quanto riguarda l’obiettivo di contenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 gradi». 
 Draghi ha lodato i ragazzi che si impegnano sul clima e ha concordato che la transizione debba essere equa e includere i paesi poveri. All’accusa di Greta di fare solo «bla bla bla», ha risposto che «a volte è solo un modo per nascondere la nostra incapacità di agire. Ma la mia sensazione è che i leader dei governi oggi siano tutti convinti che sia necessario agire, e sia necessario farlo presto». 

«Possiamo fare della Cop26 l’inizio della fine del cambiamento climatico», ha detto in videocollegamento il premier britannico Boris Johnson. Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, anche lui da remoto, ha detto ai delegati che "grazie a voi i leader avranno un esempio da seguire». E il ministro italiano della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, si è impegnato coi giovani a portare le loro richieste a Glasgow. (ANSA). 
 

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