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Migranti, il Papa: "Non chiudiamo gli occhi, è scandalo sociale"

"Anche la Sacra famiglia fu costretta  a fuggire", "Erode simbolo dei potenti di ieri e di oggi"

Di Redazione

"Ancora oggi tanti nostri fratelli e tante nostre sorelle sono costretti a vivere la medesima ingiustizia e sofferenza. La causa è quasi sempre la prepotenza e la violenza dei potenti». Lo ha detto il Papa 
nell’udienza generale dedicando la catechesi a «San Giuseppe come migrante perseguitato e coraggioso» e ricordando che la Sacra Famiglia fu costretta per un periodo a rifugiarsi in Egitto per sfuggire alla violenza di Erode. Erode è il simbolo di tanti tiranni di ieri e di oggi; per questi tiranni la gente non conta, conta il potere e se hanno bisogno di espandere il potere fanno fuori la gente".

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 Quella dei migranti «è una realtà davanti alla quale non possiamo chiudere gli occhi», "è uno scandalo sociale dell’umanità». «Oggi credo che ci vuole una preghiera per tutti i migranti, tutti i perseguitati e tutti coloro che sono vittime di circostanze avverse, siano circostanze politiche, storiche, personali. Pensiamo a tanta gente vittima delle guerre che vuole fuggire dalla sua patria ma non può. Pensiamo ai migranti che cominciano quella strada per essere liberi e tanti finiscono sulla strada o nel mare». 

«È un luogo comune sbagliato considerare il coraggio come virtù esclusiva dell’eroe. In realtà, il vivere quotidiano di ogni persona richiede coraggio, il coraggio per affrontare le difficoltà di ogni giorno. In tutti i tempi e in tutte le culture troviamo uomini e donne coraggiosi, che per essere coerenti con il proprio credo hanno superato ogni genere di difficoltà, sopportando ingiustizie, condanne e persino la morte».

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